Blou Daniel e Yimnalao Lundi Nathalie, non stavano nella pelle e avevano un sorriso a trentadue denti.

Quando li abbiamo incontrati non smettevano di spiarci dal corridoio. Ci aspettavano che uscissimo dalla stanza dove insieme a Bernard, responsabile del Codas Caritas di Ngaoundere, spulciavamo le carte del progetto. Quando uscimmo ci presero per mano. Erano incontenibili di gioia e dovevano assolutamente parlare con noi. Non smettevano di ringraziarci. Nathalie ci raccontò di come i suoi genitori si impegnassero nel trovare i soldi per mandarla a scuola, di come fosse contenta dei risultati ottenuti ma anche di come nel periodo prima degli esami avesse temuto di vedere svanire tutto. Gli insegnanti l’avrebbero ammessa agli esami, era brava, ma senza l’atto di nascita da presentare al direttore non sarebbe stato possibile. Ad aprile grazie all’opera congiunta di Incontro fra i Popoli e la Diocesi di Ngaoundéré, Nathalie e Daniel hanno ottenuto il loro certificato di nascita e si sono presentati agli esami superandoli con buoni risultati.

Bernard ci ha mostrato i loro documenti. Nathalie e Daniel non smettevano di sorriderci.

In Camerun, Paese in cui Incontro fra i Popoli opera dal 1990, è sempre più consistente il numero di minori la cui esistenza non è registrata in alcun atto pubblico. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi che via via alimentano la costituzione di un esercito di “fantasmi” che rischia di crescere a dismisura.

 

Diverse le motivazioni: ignoranza circa le procedure di dichiarazione da parte dei neo-genitori, scarsa presenza di uffici di stato civile in ambiente rurale, corruzione dei funzionari locali preposti alla redazione degli atti, ecc. Una condizione ulteriormente stressata dall’insicurezza nelle regioni settentrionali, dalle condizioni sempre più sfavorevoli all’agricoltura e dall’afflusso di rifugiati da Nigeria e Centrafrica.

La prima conseguenza di questo “anonimato civile” consiste nell’impossibilità di fare gli esami al termine delle scuole primarie e di conseguenza per tutta la vita restare solo con il saper leggere e scrivere e non proseguire negli studi. Non solo: non si potrà accedere ai concorsi e neppure votare. Si resta cittadini “apolidi”, senza cittadinanza.

Incontro fra i Popoli e il suo partner CODAS/Caritas Ngaoundéré da un anno stanno fronteggiando la drammatica situazione. Con il progetto “via il lenzuolo dai bambini fantasma” anche tu puoi darci una mano!

 

Per togliere il lenzuolo che fa di un bambino/bambina un fantasma, che fa di una persona umana una “non persona”, servono solo 30 euro per: pratiche burocratiche, udienze, sanzioni, piccolo rimborso spese all’animatore del Comitato Giustizia e Pace della Diocesi che sensibilizza la famiglia e le autorità locali.

Per Natale a quanti bambini riusciremo a restituire questa umanità rubata? Dipende anche da te!

 

Unisciti a noi e dona ora. Puoi scegliere una delle seguenti possibilità:

  • Posta:  IBAN IT61 F076 0112 1000 0001 2931 358
  • Banca di Credito Cooperativo Roma:  IBAN  IT56 H083 2762 5200 0000 0011 861
  • Banca Etica:  IBAN  IT71 S050 1811 8000 0001 1352 424
  • Tramite paypal

Inserisci nella causale del bonifico: “Progetto via il lenzuolo dai bambini fantasma”

Per maggiori informazioni, visita la pagina sul Sostegno a Distanza 

 

 

Incontro fra i Popoli OSC è un’associazione di cooperazione e solidarietà internazionale, costituita nel 1990 e fondata sul volontariato. È ONG (Organizzazione Non Governativa) riconosciuta dal Ministero degli Affari Esteri ed è accreditata presso l’Unione Europea. È ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale). Facciamo parte del AOI (Assemblea delle ONG Italiane) e del Forum SaD (coordinamento di associazioni di Sostegno a Distanza).

Incontro fra i Popoli fonda la sua presenza presso altri Paesi ed altri popoli sul ‘partenariato paritetico’ con le migliori espressioni della società civile locale, ritenendo che la ‘cooperazione internazionale’ preveda uno scenario in cui nessuno deve aiutare nessuno, ma tutti si aiutano reciprocamente; nessuno è superiore a nessuno, ma tutti cooperano a pari livello; nessuno sa più di un altro, ma tutti hanno da dare e da ricevere. Quindi: scambio tra culture, collaborazione paritaria tra società civili, osmosi di  valori, di risorse umane, di mezzi tecnici e finanziari.

Ogni intervento di collaborazione alla crescita di un altro paese, un altro popolo, genera sviluppo solo se concepito e gestito in primis dai beneficiari, volto non a risolvere problemi, quanto a facilitare processi, a partire da input endogeni, con innovazioni inserite nei saperi locali, mano nella mano con la società civile, verso equità sociale, crescita economica, durabilità ambientale, benessere fisico, psichico e sociale.