<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
>

<channel>
	<title>Testimonianze Soggiorni di condivisione | Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</title>
	<atom:link href="https://www.incontrofraipopoli.it/category/testimonianze/testimonianze-soggiorni-di-condivisione/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.incontrofraipopoli.it</link>
	<description>Per un&#039;economia di condivisione - Cooperazione internazionale ed educazione alla mondialità</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 May 2020 13:59:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.2.23</generator>
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">102039347</site>	<item>
		<title>2019 Luglio &#8211; CITTADELLA &#8211; CONSIGLIO QUESTA ESPERIENZA &#8211; Manuel Murarotto (16 anni, San Martino di Lupari)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2020/05/2019-luglio-cittadella-consiglio-questa-esperienza-manuel-murarotto-16-anni-san-martino-di-lupari/</link>
				<pubDate>Mon, 18 May 2020 13:57:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[IFP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.incontrofraipopoli.it/?p=7685</guid>
				<description><![CDATA[<p>Buongiorno, sono Manuel, ho sedici anni e vengo da San Martino di Lupari. L&#8217;estate scorsa ho avuto la possibilità di vivere la &#8220;Settimana Giovani Beiuş, Romania&#8221; e poi ho deciso di dedicare i miei giorni liberi ad Incontro fra i Popoli nella sua sede-ufficio. Ho cominciato ad andare lì tutte le mattine e mi ritrovavo [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2020/05/2019-luglio-cittadella-consiglio-questa-esperienza-manuel-murarotto-16-anni-san-martino-di-lupari/">2019 Luglio – CITTADELLA – CONSIGLIO QUESTA ESPERIENZA – Manuel Murarotto (16 anni, San Martino di Lupari)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno, sono Manuel, ho sedici anni e vengo da San Martino di Lupari. L&#8217;estate scorsa ho avuto la possibilità di vivere la &#8220;Settimana Giovani Beiuş, Romania&#8221; e poi ho deciso di dedicare i miei giorni liberi ad Incontro fra i Popoli nella sua sede-ufficio. Ho cominciato ad andare lì tutte le mattine e mi ritrovavo sempre con qualcosa da fare: sistemare documenti su Excel, aiutare a preparare le attività di Educazione alla Cittadinanza Globale, produrre filmati di sintesi da vari spezzoni, organizzare la logistica dell&#8217;attività &#8220;Dolomiti Giovani&#8221;, ecc. Sempre in compagnia di persone che formavano un&#8217;unica grande famiglia. Mi sento di consigliare questa esperienza a chiunque abbia tempo e voglia di mettersi in gioco, o che semplicemente voglia capire meglio come lavorano le associazioni tipo IfP o anche solo provare un&#8217;esperienza lavorativa (coerente o non con il proprio indirizzo di studio). Per viverla al meglio, però, bisogna evitare di fare l&#8217;errore che anch&#8217;io ho commesso per le prime due o tre settimane: non bisogna prenderlo come un obbligo. Non è come a scuola; se qualche giorno non si riesce ad andare non ci si deve fare problemi.</p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Per finire, mi piace riportare una parte di un discorso che, un pomeriggio mentre stavo controllando delle schede per alcuni giochi didattici, mi ha fatto Leopoldo Rebellato: &#8220;<em>&#8230; anche il lavoro che stai svolgendo tu ci aiuta nella nostra missione umanitaria. Molti finanziamenti ci arrivano dalle attività che facciamo nelle scuole, quindi anche tu stai contribuendo ad aiutare le persone che, nei Paesi emarginati, noi salviamo con i nostri interventi, anche se loro non lo sanno e tu non li conoscerai mai. [&#8230;] il lavoro che tutti svolgiamo qui è un po&#8217; come gli anelli di una catena, tutti uniti e collegati; se anche solo un anello si spezza, il resto della catena cade&#8221;. </em>  </p>
<!-- /wp:paragraph -->

<!-- wp:spacer {"height":60} --><!-- /wp:spacer -->

<!-- wp:paragraph -->
<p>Leggi altre <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/category/testimonianze/testimonianze-soggiorni-di-condivisione/">testimonianze di soggiorni di condivisione</a></p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2020/05/2019-luglio-cittadella-consiglio-questa-esperienza-manuel-murarotto-16-anni-san-martino-di-lupari/">2019 Luglio – CITTADELLA – CONSIGLIO QUESTA ESPERIENZA – Manuel Murarotto (16 anni, San Martino di Lupari)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">7685</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2018 Agosto &#8211; Camerun &#8211; PAZIENZA E CORAGGIO &#8211; Caterina Laveder (26 anni, Cantù)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2018/09/2018-agosto-camerun-il-coraggio-di-avere-speranza-sempre-caterina-laveder/</link>
				<pubDate>Mon, 03 Sep 2018 06:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[IFP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Camerun]]></category>
		<category><![CDATA[coraggio]]></category>
		<category><![CDATA[soggiorno di condivisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.incontrofraipopoli.it/?p=6841</guid>
				<description><![CDATA[<p>Ho passato le mie ferie estive a Ngaoundéré, città di 260 mila abitanti, in un verde altopiano. Il Comitato Diocesano di Sviluppo e delle Attività Sociali e Caritative di Ngaoundéré è sostenuto da Incontro fra i Popoli. Ho dedicato il mio tempo nel Centro di Salute del quartiere di Bamyanga, lavorando con gli infermieri locali: [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2018/09/2018-agosto-camerun-il-coraggio-di-avere-speranza-sempre-caterina-laveder/">2018 Agosto – Camerun – PAZIENZA E CORAGGIO – Caterina Laveder (26 anni, Cantù)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Ho passato le mie ferie estive a Ngaoundéré, città di 260 mila abitanti, in un verde altopiano. Il Comitato Diocesano di Sviluppo e delle Attività Sociali e Caritative di Ngaoundéré è sostenuto da Incontro fra i Popoli.</p>



<p>Ho dedicato il mio tempo nel Centro di Salute del quartiere di Bamyanga, lavorando con gli infermieri locali: sala parto, visite prenatali, vaccinazioni, visite domiciliari, counselling per donne e coppie HIV positive, interventi di educazione sanitaria contro la malnutrizione infantile.</p>



<p><strong>Faccio l’ostetrica di lavoro qui in Italia, ma non sono solo ostetrica</strong>. Sono una ragazza bianca, che è nata nella parte ricca del mondo senza meritarselo. E sono molto altro: curiosa di conoscere, inquieta talvolta, desiderosa di mettermi alla prova. L’Africa mi ha messo alla prova chiedendomi di spendermi senza riserve, di tirare fuori tutta la mia pazienza e il mio coraggio.</p>



<p><strong>Pazienza nell’attesa</strong>: aspettare che finisca il temporale sotto una tettoia per poter riprendere il cammino, aspettare che torni la luce, aspettare che le azioni portino a un cambiamento, aspettare la nascita di un bambino, aspettare che inizi a piangere dopo le prime manovre di rianimazione, aspettare che una mamma si riprenda dall’emorragia post partum. Aspettare senza fare, perché quel che si può fare è poco. Pazienza nell’accettare un modo di vivere e di morire che non appartiene al nostro tenore di vita. Pazienza nell’entrare in punta di piedi nelle dinamiche quotidiane di una cultura diversa, tutta da scoprire.</p>



<p>E <strong>coraggio di credere</strong> nella forza delle persone e di Dio. Mi scorrono davanti delle immagini: Néné, ragazza di 16 anni che partorisce il suo primo figlio senza emettere un lamento; Malai, ragazzino di strada, orfano di entrambi i genitori, non sa nemmeno scrivere il suo nome, mi infila un anello al dito chiedendomi di non dimenticarlo; Sidoine bambino di 7 anni che, dopo la scuola, vende arachidi al mercato per aiutare la famiglia; il corpo di un uomo avvolto in un telo e caricato in auto, sedili giù e canti di dolore. Ho imparato il coraggio di avere speranza, sempre.</p>



<div class="wp-block-spacer" style="height: 60px;" aria-hidden="true"> </div>



<p>Leggi altre <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/category/testimonianze/testimonianze-soggiorni-di-condivisione/">testimonianze di soggiorni di condivisione </a></p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2018/09/2018-agosto-camerun-il-coraggio-di-avere-speranza-sempre-caterina-laveder/">2018 Agosto – Camerun – PAZIENZA E CORAGGIO – Caterina Laveder (26 anni, Cantù)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6841</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2018 Febbraio &#8211; RDC &#8211; RENDERE VISIBILI GLI INVISIBILI &#8211; Alessandro Vaglica (31 anni, Mussolente)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2018/04/2018-febbraio-rdc-rendere-visibili-gli-invisibili-alessandro-vaglica-responsabile-settore-sostegno-a-distanza-ifp/</link>
				<pubDate>Mon, 23 Apr 2018 14:06:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[IFP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Camerun]]></category>
		<category><![CDATA[soggiorno di condivisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.incontrofraipopoli.it/?p=6834</guid>
				<description><![CDATA[<p>Scoprire l’Africa nera ha il suo fascino, una parte di essa rispecchia l’immaginario collettivo dell’Africa. Terra rossa e fertile, coperta di vegetazione rigogliosa e ricca di doni della terra. Poi c’è l’altra parte dell’immaginario collettivo, tipico del neofita sensibile, ovvero quello dell’Africa povera, provata dalla fame e da malattie. Il pericolo dell’immaginario collettivo  è spesso [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2018/04/2018-febbraio-rdc-rendere-visibili-gli-invisibili-alessandro-vaglica-responsabile-settore-sostegno-a-distanza-ifp/">2018 Febbraio – RDC – RENDERE VISIBILI GLI INVISIBILI – Alessandro Vaglica (31 anni, Mussolente)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Scoprire l’Africa nera ha il suo fascino, una parte di essa rispecchia l’immaginario collettivo dell’Africa. Terra rossa e fertile, coperta di vegetazione rigogliosa e ricca di doni della terra. Poi c’è l’altra parte dell’immaginario collettivo, tipico del neofita sensibile, ovvero quello dell’Africa povera, provata dalla fame e da malattie. <strong>Il pericolo dell’immaginario collettivo  è spesso quello di oscurare e non dar voce ad altri aspetti della realtà, più nascosti e impercettibili</strong>.</p>



<p>Il Camerun non è solo deserto e Boko Haram al nord, terra rossa e frutti tropicali al sud. E non è neppure solamente fame e sete. Il Camerun è un paese complesso, ma nel profondo della sua complessità nasconde una ferita sottovalutata: il 30% dei suoi cittadini non è registrato alla nascita. Un fenomeno legato all’ignoranza dei genitori, alla rarità degli uffici predisposti in ambiente rurale e al sistema di tangenti pretese dai funzionari per la redazione degli atti.</p>



<p>Non avere l’atto di nascita ha un impatto sociale tremendo; vuol dire essere invisibili, senza futuro e senza identità da rivendicare. Si resta sospesi tra l’esistere e il non esistere, sia giuridico che sociale. Il non dichiarato alla nascita è una “non persona”.</p>



<p>Per fare diga a tutto ciò, Incontro fra i Popoli e il Comitato delle Opere Sociali della Diocesi di Ngaoundéré, hanno concepito un programma di azione che ha, tra i suoi obiettivi, la sensibilizzazione della comunità all’ottenimento dell’atto di nascita e il supporto alla popolazione nelle procedure e nel dialogo con gli uffici e la magistratura perché gli atti procedano con le giuste modalità e tempi.</p>



<p>All’interno del progetto, inoltre, le antenne locali dei Comitati Giustizia e Pace dialogheranno con direttori e insegnanti affinché i minori che hanno interrotto i loro studi per mancanza di documenti, ma ancora in età scolare e disponibili ad essere scolarizzati, vengano riaccettati e reinseriti nei normali corsi scolastici senza pregiudizi e prevenzioni. <strong>Rendere visibili gli “invisibili”</strong>, dando loro voce e riconoscimento, è ora la sfida di Incontro fra i Popoli in Camerun.</p>



<div class="wp-block-spacer" style="height: 60px;" aria-hidden="true"> </div>



<p>Leggi altre <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/category/testimonianze/testimonianze-soggiorni-di-condivisione/">testimonianze di soggiorni di condivisione </a></p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2018/04/2018-febbraio-rdc-rendere-visibili-gli-invisibili-alessandro-vaglica-responsabile-settore-sostegno-a-distanza-ifp/">2018 Febbraio – RDC – RENDERE VISIBILI GLI INVISIBILI – Alessandro Vaglica (31 anni, Mussolente)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6834</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2018 Gennaio &#8211; RDC &#8211; COLLABORARE MANO NELLA MANO – Francesca Vittadello (27 anni, Cittadella)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2018/04/2018-gennaio-collaborare-mano-nella-mano-francesca-vittadello/</link>
				<pubDate>Mon, 09 Apr 2018 13:40:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[IFP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto umanitario]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Democratica del Congo]]></category>
		<category><![CDATA[soggiorno di condivisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.incontrofraipopoli.it/?p=6829</guid>
				<description><![CDATA[<p>COLLABORARE MANO NELLA MANO – di Francesca Vittadello. Spesso mi sono interrogata sugli "aiuti" ai paesi in difficoltà. Mi chiedevo: veramente inviando un container di vestiti stiamo facendo cosa buona?</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2018/04/2018-gennaio-collaborare-mano-nella-mano-francesca-vittadello/">2018 Gennaio – RDC – COLLABORARE MANO NELLA MANO – Francesca Vittadello (27 anni, Cittadella)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Cari soci di Incontro fra i Popoli, vi ringrazio perché siete speranza e fiducia nel futuro, speranza di un mondo migliore. Spesso mi sono interrogata sugli &#8220;aiuti&#8221; ai paesi in difficoltà. Mi chiedevo: veramente inviando un container di vestiti stiamo facendo cosa buona? È questo quello di cui hanno bisogno? E quando smetteremo di farlo, cosa succederà? Pensavo: &#8220;Beh, meglio così che niente&#8221;.</p>



<p>Con Incontro fra i Popoli invece, mi sono ricreduta.</p>



<p>L’esperienza in Congo mi ha fatto riflettere, mi ha obbligata a pormi un’infinità di domande, alle quali a volte avrei preferito non avere risposte da quanto cruda e dura è la realtà di quei posti. <strong>Dove sono gli animali esotici, i leoni, le antilopi …? Dov’è invece la corrente elettrica, l’acqua, la rete stradale, …?</strong> Cosa fanno quei bambini tutti soli? E quelle bimbette fanno davvero le prostitute? Perché? Perché? Perché?</p>



<p>Conoscere e vivere un&#8217;altra cultura, condividere un modo di pensare diverso dal nostro, un’angolazione differente di vedere la vita, è un’esperienza di ricchezza inestimabile. Ho cambiato le lenti attraverso le quali osservavo il mondo e lo guardo ora da un’altra prospettiva.</p>



<p>Ho scoperto e visto che uno sviluppo è possibile. Ho scoperto che collaborare mano nella mano è vincente. L’assistenzialismo crea aspettative che non possono essere mantenute, deresponsabilizza i beneficiari, arresta lo sviluppo.</p>



<p>Voi, al contrario, siete l&#8217;humus che permette a questi semi, preziosi e in pericolo, di crescere in grandi piante e seguire il loro corso. Siete la primavera che fa sbocciare le capacità dei giovani leader di quelle popolazioni.</p>



<p>E tutto questo lo fate sempre <strong>in punta di piedi e con il massimo rispetto di cui hanno bisogno le altre culture</strong>.</p>



<p>Per tutto ciò e per la filosofia che vi caratterizza, sarei onorata di far parte della vostra associazione. Grazie per avermi dato l’opportunità di vivere l’esperienza più forte della mia vita!</p>



<div class="wp-block-spacer" style="height: 60px;" aria-hidden="true"> </div>



<p>Leggi altre <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/category/testimonianze/testimonianze-soggiorni-di-condivisione/">testimonianze di soggiorni di condivisione </a></p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2018/04/2018-gennaio-collaborare-mano-nella-mano-francesca-vittadello/">2018 Gennaio – RDC – COLLABORARE MANO NELLA MANO – Francesca Vittadello (27 anni, Cittadella)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6829</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2018 Gennaio &#8211; RDC &#8211; UN MESE DI CONDIVISIONE &#8211; Filippo Tarraran (30 anni, Castelfranco Veneto)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2018/04/2018-gennaio-un-mese-di-soggiorno-di-condivisione-in-rdc-filippo-tarraran/</link>
				<pubDate>Sun, 01 Apr 2018 13:27:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[IFP]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Repubblica Democratica del Congo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.incontrofraipopoli.it/?p=6826</guid>
				<description><![CDATA[<p>Questo soggiorno di condivisione mi è servito a comprendere i principi e l’approccio alle problematiche dove Incontro fra i Popoli lavora, principi di accompagnamento e non di assistenzialismo, di condivisione di idee, di promozione delle attività create in loco, di valutazione della serietà dei partner con cui collabora. C’è vera e completa coerenza con il [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2018/04/2018-gennaio-un-mese-di-soggiorno-di-condivisione-in-rdc-filippo-tarraran/">2018 Gennaio – RDC – UN MESE DI CONDIVISIONE – Filippo Tarraran (30 anni, Castelfranco Veneto)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Questo soggiorno di condivisione mi è servito a comprendere i principi e l’approccio alle problematiche dove Incontro fra i Popoli lavora, <strong>principi di accompagnamento e non di assistenzialismo, di condivisione di idee, di promozione delle attività create in loco</strong>, di valutazione della serietà dei partner con cui collabora. C’è vera e completa coerenza con il vostro slogan: “Al povero non manca l’intelligenza, ma solo l’opportunità”.</p>



<p>Considerando quindi i principi su cui Incontro fra i Popoli si fonda, l’etica delle figure che ne fanno parte, l’umanità con cui approccia, mi sento in completa sintonia e condivisione e chiedo di poter far parte di questo gruppo divenendo socio dell’associazione.</p>
<p>&nbsp;</p>





<p>Leggi altre <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/category/testimonianze/testimonianze-soggiorni-di-condivisione/">testimonianze di soggiorni di condivisione </a></p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2018/04/2018-gennaio-un-mese-di-soggiorno-di-condivisione-in-rdc-filippo-tarraran/">2018 Gennaio – RDC – UN MESE DI CONDIVISIONE – Filippo Tarraran (30 anni, Castelfranco Veneto)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">6826</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2015 Settembre – NEPAL – IN AIUTO AI TERREMOTATI DEL NEPAL – Stefano Tono (48 anni, Padova)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2015/09/2015-settembre-nepal-in-aiuto-ai-terremotati-del-nepal-stefano-tono/</link>
				<pubDate>Sun, 13 Sep 2015 11:23:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Webmaster]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.incontrofraipopoli.it/?p=4332</guid>
				<description><![CDATA[<p>Eccomi qua a dare notizie di me e del progetto a cui partecipo con non poche, ma ben superabili difficoltà, come l&#8217;acqua corrente non potabile (ma questo si sapeva), il continuo saltare dell&#8217;elettricità (in media ci sono dalle 10 alle 15 ore di elettricità al giorno nella capitale) e la difficoltà continua di connessione con [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2015/09/2015-settembre-nepal-in-aiuto-ai-terremotati-del-nepal-stefano-tono/">2015 Settembre – NEPAL – IN AIUTO AI TERREMOTATI DEL NEPAL – Stefano Tono (48 anni, Padova)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Eccomi qua a dare notizie di me e del progetto a cui partecipo con non poche, ma ben superabili difficoltà, come l&#8217;acqua corrente non potabile (ma questo si sapeva), il continuo saltare dell&#8217;elettricità (in media ci sono dalle 10 alle 15 ore di elettricità al giorno nella capitale) e la difficoltà continua di connessione con internet. Da ieri è saltata anche la fornitura di gas e di tutti i derivati del petrolio a causa dei continui scontri politici a sud del paese che bloccano il rifornimento dei prodotti petroliferi dall&#8217;India.</p>
<p>Il terremoto del 25 aprile e dei primi di maggio ha lasciato sul terreno 8.467 vittime, più di 17.000 feriti e distrutto totalmente più di 300.000 case. Fortunatamente, anche grazie agli aiuti umanitari internazionali e alla forza di volontà del popolo Nepalese, ad oggi poche sono le situazioni di vera emergenza e in quasi tutto il territorio nazionale la situazione si può dire tornata quasi alla normalità. Il problema però è che la normalità, soprattutto nei centri abitati più remoti è disastrosa su diversi fronti!</p>
<p>Parlando dello specifico ‘donne’, visto che sono ospite dell’associazione “Donne per i Diritti Umani”, (WHR), attualmente si contano quasi tre milioni e mezzo di donne vulnerabili (vedove, adolescenti, anziane, donne nella miseria, con difficoltà a reperire cibo, acqua, medicine, assistenza al parto). A queste si aggiungono le continue violenze in ambito privato cui sono soggette, dato che vengono considerate inferiori agli uomini. Per farti un&#8217;idea, la settimana scorsa è stata firmata (dopo sette anni di scontri che continuano tuttora) la Costituzione Nepalese che prevede, tra le altre cose, diverse discriminazioni di genere. Solo un esempio: la Costituzione sancisce che un bambino nato al di fuori del matrimonio (per qualsiasi motivo) non può essere registrato all&#8217;Ufficio Anagrafe, perché non può in nessun caso prendere il cognome della madre. Il che vuol dire che non potrà andare a scuola, non potrà avere assistenza sanitaria, nessun nome, nessun lavoro, né passaporto.</p>
<p>Parlo ora del mio lavoro. Ieri siamo tornati da un sopralluogo di tre giorni a Choprakh, quasi 10.000 abitanti, la maggior parte Dalit, una tra le caste più basse qui in Nepal. Il progetto  cui stiamo ora lavorando è un progetto a lungo termine (5-10 anni) chiamato ‘Model Village in Gorkha’. WHR, l’associazione di 84 mila vedove, partner di Incontro fra i Popoli,  assieme al Governo, ha individuato la regione di Chhoprakh della provincia di Gorkha come il sito su cui costruire un nuovo modello di paese, dove ci sia uguaglianza di genere e sia socialmente sostenibile nel post-sisma. L&#8217;equipe che sta lavorando a questo progetto conta una decina di persone, tra cui io ed altre tre volontarie internazionali. Il progetto si svilupperà in tre fasi: valutazione iniziale, assistenza e recupero a breve termine, accompagnamento a lungo temine. Siamo nella prima fase del lavoro: ci stiamo concentrando sui bisogni e sulle necessità primarie del paese (sarebbe più corretto chiamarlo territorio, dato che gli abitanti sono sparsi su un&#8217;area montuosa davvero molto vasta), nonché sulle richieste degli abitanti stessi. Stiamo consultando sia le autorità, che gli abitanti con interviste mirate ed incontri, sia pubblici che privati, come pure l&#8217;insegnante, i capi carismatici e il medico che è l&#8217;unico in Gorkha e che deve assistere una regione molto vasta. Tutto questo serve per raccogliere il maggior numero di dati e conoscere a fondo il territorio su cui poi andremo ad operare.</p>
<p>Contiamo di trasferirci a breve nel paese per un periodo di tempo limitato (probabilmente una o due settimane) per poter avere la fiducia della comunità dato che i Dalits non vogliono nessun rappresentante del Governo.</p>
<p>Qui il tempo vola senza che me ne accorga, tanta è la dedizione che questo team ci mette nel progetto. Sono davvero entusiasta del lavoro che stiamo facendo e spero davvero che WHR centri l&#8217;obiettivo.</p>
<p>Un carissimo abbraccio!</p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2015/09/2015-settembre-nepal-in-aiuto-ai-terremotati-del-nepal-stefano-tono/">2015 Settembre – NEPAL – IN AIUTO AI TERREMOTATI DEL NEPAL – Stefano Tono (48 anni, Padova)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4332</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2015 Agosto – RDC – LA DESTINAZIONE E’ UN NUOVO MODO DI VIVERE – Loreta Pasquarelli (25 anni, Latina)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2015/08/la-destinazione-non-e-un-luogoma-un-nuovo-modo-di-vivere-pasquarelli-loreta/</link>
				<pubDate>Sun, 02 Aug 2015 19:24:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[CongoRD]]></category>
		<category><![CDATA[pasquarelli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.incontrofraipopoli.it/?p=1781</guid>
				<description><![CDATA[<p>Il risveglio più emozionante è stato confondere le nuvole con il mare e vedere l’alba dal finestrino di un aereo, il mio primo aereo: l’orizzonte caldo, arancio, le nuvole che sembrano danzare come onde spumose e galoppanti, che ombreggiano i paesaggi incantati nel tempo e nello spazio. Dall’alto le rossicce terre, che da lontano creano [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2015/08/la-destinazione-non-e-un-luogoma-un-nuovo-modo-di-vivere-pasquarelli-loreta/">2015 Agosto – RDC – LA DESTINAZIONE E’ UN NUOVO MODO DI VIVERE – Loreta Pasquarelli (25 anni, Latina)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/0bis_Loreta-Pasquarelli.jpg" rel="attachment wp-att-4327"><img class="size-medium wp-image-4327 alignright" src="https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/0bis_Loreta-Pasquarelli-225x300.jpg?resize=225%2C300" alt="0bis_Loreta Pasquarelli" width="225" height="300" srcset="https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/0bis_Loreta-Pasquarelli.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/0bis_Loreta-Pasquarelli.jpg?resize=768%2C1025&amp;ssl=1 768w, https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/0bis_Loreta-Pasquarelli.jpg?resize=767%2C1024&amp;ssl=1 767w, https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/0bis_Loreta-Pasquarelli.jpg?w=959&amp;ssl=1 959w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" data-recalc-dims="1" /></a>Il risveglio più emozionante è stato confondere le nuvole con il mare e vedere l’alba dal finestrino di un aereo, il mio primo aereo: l’orizzonte caldo, arancio, le nuvole che sembrano danzare come onde spumose e galoppanti, che ombreggiano i paesaggi incantati nel tempo e nello spazio. Dall’alto le rossicce terre, che da lontano creano fiumi sanguinanti, si fondono col cielo e sprofondano in valli per abbracciare i laghi e ancora le nuvole che si fondono con l’acqua, in una poetica natura.</p>
<p>Ma ancora più emozionante è stato calpestare la terra polverosa, arida, calda di giorno, fredda di notte, e respirare l’aria del cielo così stellato, luminoso, limpido, un cielo che contiene magiche stelle, dove le costellazioni sono ben visibili e la luna prosegue il suo ciclo, mostrandosi con tutta la sua luminosità, un cielo che al mattino contiene un’altra stella, la più luminosa, la più grande e più importante fonte di luce e guida per eccellenza, la sveglia mattutina che assieme ai cori gospel ti segnala l’inizio di una nuova giornata.</p>
<p>Goma è stata la prima tappa del mio viaggio di condivisione in Africa (RD Congo): caotica, terra nera di natura vulcanica. Nell’aria un odore di qualcosa che brucia, alternato al dolce profumo di bignè fritti.</p>
<p>A Goma ho avuto il primo incontro con la povertà nelle strade e negli ospedali e conosciuto le prime realtà dei bambini di strada. Ho conosciuto Eric, un bambino che il giorno della mia partenza per Bukavu è venuto fino al porto per dirmi di non partire e restare a vivere con loro. Difficile dimenticare il suo viso pieno di lacrime e l’incredulità delle persone che mi guardavano abbracciare “un bambino di strada”.</p>
<p>Sei, sette ore di traghetto dividono Goma da Bukavu attraversando il lago Kivu. <em>“Ho deciso di scappare e prendere il traghetto della notte, nascondendomi bene per non essere visto e un uomo, dal porto di Bukavu, mi ha accompagnato al centro di prima accoglienza del PEDER</em>”. Queste le parole di Eric, che mi racconta, con un misto tra vergogna e felicità nel vedermi, come ha fatto a viaggiare anche lui da Goma a Bukavu.</p>
<p>Questa è una delle storie che fa passare i bambini da una città all’altre. Le motivazioni che spingono i ragazzi e le ragazze a lasciare le loro famiglie sono la povertà, il bisogno di indipendenza, la ricerca del mito ‘denaro facile’, il non accettare le regole della famiglia a volte non biologica, il bisogno di allontanarsi da qualcuno che ti crede portatore di spiriti maligni, il desiderio di cercare un cammino autonomo.</p>
<p>A volte appare l’opportunità di realizzare il bisogno più profondo, il sogno di tornare a casa dove trovare finalmente affetto e magari iniziare o riprendere la scuola materno o imparare un mestiere. Ma c’è sempre chi preferirà la strada.</p>
<p>Una realtà fatta di contraddizioni, tra il bisogno di evolvere e quello di rimanere ancorati alle tradizioni, una realtà cui non manca l’intelligenza, la volontà e lo spirito di umanità.</p>
<p>Una fiducia importante e fondamentale che ti permetterà di vedere il bambino più violento del centro PEDER correrti incontro per farsi marcare il pallone e abbracciarti forte perché sa che domani tornerà a casa. Ti permetterà di divenire il confidente di un capobanda che sceglie di iniziare il corso biennale di alfabetizzazione: Ti permetterà di essere la guida per tante ragazze bisognose di attenzione.</p>
<p>Del Congo ho amato la semplicità, la gente, i sorrisi, essermi sentita viva e a casa, non aver avuto meta, ma solo il bisogno di evolvere insieme creando l’Ubuntu che in lingua swahili significa “Umanità” e letteralmente “ Io sono perché noi siamo”.</p>
<p>Ringrazio chi mi ha dato la fiducia e mi ha permesso questo ‘soggiorno di condivisione’, dandomi occasione di scoprire l’unicità del mio Essere attraverso il dono di me stessa all’altro, permettendomi di realizzare un grande sogno d’infanzia. Ringrazio chi mi ha accolta e ogni persona incontrata, cui ho donato una parte della mia anima.</p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2015/08/la-destinazione-non-e-un-luogoma-un-nuovo-modo-di-vivere-pasquarelli-loreta/">2015 Agosto – RDC – LA DESTINAZIONE E’ UN NUOVO MODO DI VIVERE – Loreta Pasquarelli (25 anni, Latina)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1781</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2015 Febbraio – RDC – CAMMINANDO IN SALITA – Miriam Paci (33 anni, Fano)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2015/02/camminando-in-salita-miriam-paci/</link>
				<pubDate>Sun, 01 Feb 2015 13:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[congo]]></category>
		<category><![CDATA[CongoRD]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.incontrofraipopoli.it/?p=873</guid>
				<description><![CDATA[<p>Si procede camminando in salita. La terra è rossa, i prati verdi; ci circonda vegetazione dalle forme e dai colori più strani: girasoli che sembrano alberi, fiori gialli grandi quanto il palmo della mano, piantagioni di caffè, bananeti e tanto bambù. Passiamo in mezzo a casette in legno con il tetto in lamiera, casette in [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2015/02/camminando-in-salita-miriam-paci/">2015 Febbraio – RDC – CAMMINANDO IN SALITA – Miriam Paci (33 anni, Fano)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Si procede camminando in salita. La terra è rossa, i prati verdi; ci circonda vegetazione dalle forme e dai colori più strani: girasoli che sembrano alberi, fiori gialli grandi quanto il palmo della mano, piantagioni di caffè, bananeti e tanto bambù. Passiamo in mezzo a casette in legno con il tetto in lamiera, casette in terra con il tetto in paglia e vecchi residui coloniali: casette in cemento dalla forma perfettamente quadrata mi ricordano quelle delle fiabe.</p>
<p>Siamo nel quartiere Cimpunda in direzione del quartiere Ciriri nella periferia di Bukavu, la nostra destinazione é una ONG locale presso cui Incontro fra i Popoli mi ha dato l&#8217;opportunità di fare il mio ‘soggiorno di condivisione’. Mentre continuo a camminare e sudare sotto il sole, sento l&#8217;odore del pesce ingiallito e pieno di mosche, della carne cruda e dell&#8217;olio di palma che appena versato in pentola procura un leggero pizzicorio al naso e alla gola. Bambini e mamme ci vengono incontro incuriositi, fanno domande e si stupiscono divertiti quando vedono che capisco lo swahili. Dedicare il tempo alle conversazioni con l&#8217;altro é cosa fondamentale per questo ricco popolo. Accoglienza, comunità, famiglia, amicizia: valori importantissimi da non violare mai. Mi sento bene, mi sento al centro del mondo in quell&#8217;Africa calda che ho studiato nei libri universitari.</p>
<p>Donne e bimbi popolano le strade. C&#8217;è chi trasporta barili d&#8217;acqua sulla schiena, chi legna e altri viveri sulla testa, chi si riposa, chi gioca a dama. E’ la donna la forza del popolo.</p>
<p>Ho conosciuto il calore, l&#8217;ospitalità, la spiritualità di questa terra nera. E i problemi? Ce ne sono tanti. Il primo é il morboso interesse dei bianchi europei e americani alle loro ricchezze minerali &#8211; il coltan per citarne uno importantissimo &#8211; il petrolio, le risorse vegetali e animali. Utilizzando vie sotterranee, i capi di stato occidentali portano i capi di stato locali alla corruzione; i pochi che hanno opposto resistenza sono stati fatti fuori. Tristi storie.</p>
<p>Qualche giorno fa ho avuto modo, al festival di musica internazionale Amani a Goma, di ascoltare dal vivo Tiken Jah Fakoli, artista ivoriano e vorrei concludere con un pezzo di una sua canzone: <em>“Dopo l’abolizione della schiavitù, hanno creato la colonizzazione. Quando hanno trovato la soluzione, hanno creato la cooperazione. Appena denunciata questa situazione, hanno creato la mondializzazione. E, senza spiegare la mondializzazione, è Babilonia che ci sfrutta”. </em></p>
<p>Grazie Incontro fra i Popoli!</p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2015/02/camminando-in-salita-miriam-paci/">2015 Febbraio – RDC – CAMMINANDO IN SALITA – Miriam Paci (33 anni, Fano)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">873</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2015 Gennaio – RDC – DUE MESI IN AFRICA … TROPPO POCO – Alberto Aggio (42 anni, Rovigo)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2015/01/2015-gennaio-rdc-due-mesi-in-africa-troppo-poco-alberto-aggio/</link>
				<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 13:26:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Webmaster]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.incontrofraipopoli.it/?p=4342</guid>
				<description><![CDATA[<p>La prima cosa che ho detto a tutti coloro che mi hanno domandato del mio primo soggiorno in Africa è che è durato troppo poco. La seconda è stata la facilità, anzi la naturalezza, del rapporto umano avuto con le persone che mi hanno accolto. Due mesi sono pochi per pensare di comprendere appieno la [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2015/01/2015-gennaio-rdc-due-mesi-in-africa-troppo-poco-alberto-aggio/">2015 Gennaio – RDC – DUE MESI IN AFRICA … TROPPO POCO – Alberto Aggio (42 anni, Rovigo)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/1_Miriam-Paci-1.jpg" rel="attachment wp-att-4329"><img class="size-medium wp-image-4329 alignleft" src="https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/1_Miriam-Paci-1-300x267.jpg?resize=300%2C267" alt="1_Miriam Paci (1)" width="300" height="267" srcset="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/1_Miriam-Paci-1.jpg?resize=300%2C267&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/1_Miriam-Paci-1.jpg?resize=768%2C683&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/1_Miriam-Paci-1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></a> La prima cosa che ho detto a tutti coloro che mi hanno domandato del mio primo soggiorno in Africa è che è durato troppo poco. La seconda è stata la facilità, anzi la naturalezza, del rapporto umano avuto con le persone che mi hanno accolto.</p>
<p>Due mesi sono pochi per pensare di comprendere appieno la realtà di un paese, così vasto e complesso, come la Repubblica Democratica del Congo.</p>
<p>Il primo impatto è stato a con la capitale Kinshasa, ed è stato potente. Nel lungo stradone a sei corsie, che dall&#8217;aeroporto mi avrebbe condotto alla mia prima sistemazione, vi erano veicoli di ogni sorta che si incrociavano senza apparente logica e vi era gente ovunque. Dappertutto. Un fiume di umanità che si dipanava lungo la via principale e che letteralmente esplodeva lungo le vie laterali.</p>
<p>Trasferitomi dopo alcuni giorni nel Maniema, una provincia grande un terzo l&#8217;Italia, situata nel cuore dell&#8217;Africa, ho avuto modo di vedere un&#8217;altro Congo, una realtà rurale relativamente tranquilla, non particolarmente sconvolta dalle numerose guerre che hanno martoriato la storia recente del paese. Ma anche e soprattutto una regione isolata: dimenticata dallo stato, abbandonata delle grosse organizzazioni internazionali e dove il necessario arriva solo via aerea, in quanto non esistono vere vie di comunicazione.</p>
<p>Esempio paradigmatico di questa situazione è Shabunda, capoluogo del territorio più vasto della provincia del Sud Kivu<a href="https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/2-Alberto-Aggio_1.jpg" rel="attachment wp-att-4331"><img class="size-medium wp-image-4331 alignright" src="https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/2-Alberto-Aggio_1-300x225.jpg?resize=300%2C225" alt="2 Alberto Aggio_1" width="300" height="225" srcset="https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/2-Alberto-Aggio_1.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/2-Alberto-Aggio_1.jpg?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i2.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/05/2-Alberto-Aggio_1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></a>, distante appena 210 chilometri dal capoluogo del Maniema, Kindu, ma che per essere raggiunta via terra abbisogna, se si è fortunati, di due giorni di viaggio nella foresta equatoriale. Una città estremamente isolata in cui gli indicatori di povertà sono allarmanti ed in cui vi è un costo della vita elevatissimo (un litro e mezzo di acqua naturale costa 5 dollari). Una città che, dopo la recente scoperta della considerevole ricchezza mineraria del suo territorio, è passata, nel breve arco di tempo che va dal giugno del 2014 a gennaio del 2015, da 60 a 140 mila persone e le cui già scarse infrastrutture, realizzate perlopiù dalla dominazione coloniale belga, non paiono minimamente in grado di sopportare tale repentino incremento.</p>
<p>Tutto questo accade, con un evidente aumento del disagio sociale, nel totale disinteresse delle autorità politiche e amministrative locali, le quali sembrano principalmente preoccupate a trarre beneficio dal depredamento delle ricchezze di Shabunda da parte delle varie imprese minerarie straniere.</p>
<p>Questo ed altri viaggi per il Maniema, mi han portato, in un primo momento, a pensare che ben poca speranza ci potesse essere per le genti del RD Congo.</p>
<p>Ma nel medesimo tempo in cui iniziavo a conoscere la loro terra, iniziavo a conoscere le persone che costituiscono le varie organizzazioni partner di Incontro fra i Popoli. Persone che mi hanno guidato attraverso il loro paese, con cui ho vissuto, con cui ho mangiato e che con me hanno condiviso la loro storia.</p>
<p>Ho visto come Pierre Shako, a Kinshasa si prenda cura dei bambini orfani del suo quartiere favorendone la scolarizzazione.</p>
<p>Ho visto come UWAKI, ormai la più importante realtà civile del Maniema, fra le molte sue attività, si adoperi per diffondere metodi agricoli più redditizi e rispettosi dell&#8217;ambiente, e lavori per costituire una federazione unitaria dei produttori agricoli della provincia.</p>
<p>Infine ho visto come i giovani membri della Maison du Vétérinaire cerchino costantemente di migliorare le loro competenze in ambito veterinario per poi offrirle alle comunità in cui vivono.</p>
<p>Ma ciò che è meno visibile è il lavoro sotterraneo di costruzione di coscienze che ogni giorno compiono presso le proprie comunità. Un lavoro difficile, fatto per rendere più consapevoli le donne e gli uomini congolesi delle loro potenzialità, dei loro diritti, della possibilità di costruirsi un futuro migliore.</p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2015/01/2015-gennaio-rdc-due-mesi-in-africa-troppo-poco-alberto-aggio/">2015 Gennaio – RDC – DUE MESI IN AFRICA … TROPPO POCO – Alberto Aggio (42 anni, Rovigo)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">4342</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2014 Agosto – RDC – OMBRE RIUNITE – Arsène François (22 anni, Nizza)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2014/08/ombre-riunite-arsene-francois/</link>
				<pubDate>Sun, 31 Aug 2014 19:28:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[arsene]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[CongoRD]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.incontrofraipopoli.it/?p=1783</guid>
				<description><![CDATA[<p>Del mio soggiorno di trentacinque giorni in Congo presso i partner di Incontro fra i Popoli conservo innanzitutto una visione di contrasti, se non di paradossi. Sì, non c’è la corrente elettrica, ma i mondiali di calcio sono seguiti anche nel più piccolo paesetto grazie alle batterie delle auto o di altri espedienti. Gli indicatori [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2014/08/ombre-riunite-arsene-francois/">2014 Agosto – RDC – OMBRE RIUNITE – Arsène François (22 anni, Nizza)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Del mio soggiorno di trentacinque giorni in Congo presso i partner di Incontro fra i Popoli conservo innanzitutto una visione di contrasti, se non di paradossi. Sì, non c’è la corrente elettrica, ma i mondiali di calcio sono seguiti anche nel più piccolo paesetto grazie alle batterie delle auto o di altri espedienti. Gli indicatori di povertà sono allarmanti, ma non è raro incrociare persone con due o tre cellulari (uno per ogni operatore). La Monusco (delegazione dell’ONU) è chiusa dietro il suo filo spinato e le sue altane, ma è di fronte a dei mercati colorati e brulicanti di persone. Ciò che soprattutto colpisce il nuovo arrivato, come me, è pure l’assenza dello Stato, dunque di infrastrutture e di servizi pubblici. Niente raccolta di rifiuti, illuminazione pubblica, manutenzione delle strade, servizio postale. Solo i posti fissi di blocco stradale dove si deve pagare la “tassa stradale”, blocchi che isolano ancor più il territorio, ricordano l’esistenza di uno Stato congolese. E le rare infrastrutture esistenti, senza manutenzione, si degradano rapidamente. Questo sentimento di regressione è ancor più terribile dell’impoverimento totale.</p>
<p>All’opposto di questo Stato fallito, le ONG, tanto straniere che locali, sono onnipresenti. Ogni paese attraversato è contornato da una serie di cartelli dagli acronimi complicati, ciascuno felicitandosi della costruzione di una data infrastruttura. La scuola di Shabunda ne è l’apogeo, con una sigla di ONG diversa per ciascuno dei quattro servizi igienici. Allo stesso modo si constata la presenza di tutte le confessioni religiose e settarie con i loro rispettivi luoghi di culto, germoglianti in maniera frenetica e disordinata. La popolazione congolese allora si trova ridotta a un vasto mercato di aiuto internazionale e ad un mercato di anime.</p>
<p>Questa popolazione esce da anni di guerra e di instabilità che hanno sgretolato le dinamiche sociali. La gestione comunitaria che era prevalente (sorgenti d’acqua, problematiche agricole, ecc.) è stata sostituita da un assistenzialismo generato dall’afflusso di aiuti esterni. Oggi, che una certa stabilità è stata ritrovata, l’effetto di attesa resta forte. Tuttavia non è possibile generalizzare: diversi movimenti collettivi spontanei cercano di migliorare la situazione socio- economica delle loro località.</p>
<p>Il ruolo di Incontro fra i Popoli è allora di trovare, in questo immenso territorio che è la RD Congo, queste minuscole scintille di dinamismo sociale, per poi accompagnarne la crescita. Questo comporta un rapporto di fiducia, un trattamento da pari a pari, ma esige anche la produzione di rapporti di attività seri e di pezze giustificative. Questo è difficile fintantoché i gruppi rispondono: <em>“ I nostri rapporti sono i nostri campi coltivati; venite voi stessi a vederli”.</em></p>
<p>Questo obiettivo di accompagnamento ci ha portato sul terreno per studiare l’impatto sui gruppi di allevatori e di agricoltori dei “grandi animatori”, formati da Incontro fra i Popoli e il Comité Anti Bwaki di Bukavu.</p>
<p>Ho avuto occasione di fare un grande giro nel Maniema, una regione che non ha conosciuto direttamente la guerra, ma ne ha subito le conseguenze. È abbandonata tanto dallo stato che dalle organizzazioni internazionali. Isolate, le città non ricevono che per via aerea l’essenziale dei prodotti ordinari di consumo. I prezzi in città sono elevatissimi. Nonostante questo nei paesi rurali a qualche chilometro si trovano degli agricoltori in crisi di sovrapproduzione, nell’impossibilità di veicolare i loro prodotti in città.</p>
<p>E, per raggiungere le località dei gruppi di agricoltori, eccomi sul sedile di una moto che si inoltra sempre più profondamente nelle foreste, mentre il giorno avanza. Quando un guasto serio ci obbliga a finire la nostra tappa di notte, si schiude la magia: i paesi attraversati non sono più visibili che per dei bracieri che lasciano appena indovinare delle ombre riunite per mangiare. Sopra di noi il cielo stellato si apre un varco tra i rami sovrastanti la pista. Dietro a noi l’oscurità totale e la sensazione opprimente che la vegetazione si chiuda su di noi. E davanti, la tenue luce del nostro faro, che sembra solo amplificare le ombre.</p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2014/08/ombre-riunite-arsene-francois/">2014 Agosto – RDC – OMBRE RIUNITE – Arsène François (22 anni, Nizza)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
									<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">1783</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
