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	<title>Srilanka | Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</title>
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	<description>Per un&#039;economia di condivisione - Cooperazione internazionale ed educazione alla mondialità</description>
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		<title>SRI LANKA – IL MIO VIAGGIO – Marco Bizzaro  (Università di Siena, italiano, 30 anni, stagista in Sri Lanka)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2016/01/sri-lanka-il-mio-viaggio-marco-bizzaro-universita-di-siena-italiano-30-anni-stagista-in-sri-lanka/</link>
				<pubDate>Sun, 17 Jan 2016 11:02:23 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Ho trascorso 2 mesi e mezzo in Sri Lanka. Un’esperienza di stage universitario che, grazie a “Incontro fra i popoli”, mi ha permesso di esplorare questo meraviglioso Paese, conoscere la genuinità del suo popolo e perché no, riflettere sulla mia persona ritrovando una dimensione lontana da quella caotica e frenetica della vita in Italia. Da [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trascorso 2 mesi e mezzo in Sri Lanka. Un’esperienza di stage universitario che, grazie a “Incontro fra i popoli”, mi ha permesso di esplorare questo meraviglioso Paese, conoscere la genuinità del suo popolo e perché no, riflettere sulla mia persona ritrovando una dimensione lontana da quella caotica e frenetica della vita in Italia.<br />
Da ottobre a dicembre ho viaggiato in lungo e in largo: la natura varia dalle spiagge incontaminate di Trincomalee a quelle affollate di surfisti di Arugam Bay, dalle piantagioni di tè tra le montagne di Kandy alle pianure verdeggianti e punteggiate di pagode di Anuradhapura.<br />
Scoprire un Paese da solo e zaino in spalla, ti obbliga a confrontarti ogni giorno con la popolazione locale. Impari che la contrattazione dei prezzi è alla base di ogni scambio, che suonare il clacson all’impazzata per strada è un modo per avvertire la gente e non rimproverarla, che mangiare la cena con le mani non è cosa semplice, ma molto pratica. Impari che la religione da queste parti non si traduce con esclusione ma con accettazione; la commistione e la tolleranza tra le diverse religioni nel Paese è qualcosa di affascinante e dai cui, credo, abbiamo molto da imparare.<br />
Lo scopo del mio stage e della mia tesi di laurea era di comprendere la situazione odierna nelle aree del nord-est dello Sri Lanka a seguito del terribile conflitto civile tra maggioranza Cingalese e minoranza Tamil che ha insanguinato per ventisei anni il Paese. Una guerra che è terminata nel 2009 e che ha visto la sconfitta dell’LTTE, un movimento separatista supportato dalla minoranza Tamil.<br />
Aiutato da una ONG locale, ho svolto un’attività di ricerca attraverso interviste a politici, giornalisti, capi-villaggio e intere comunità di persone di varie etnie e religioni. Sono così riuscito a comprendere le ragioni storiche del conflitto, a raccogliere importanti testimonianze degli anni della guerra e a capire le problematiche del percorso di riconciliazione tra le due etnie a seguito della fine del conflitto.<br />
Altro scopo del mio soggiorno era di seguire il lavoro di una ONG di Trincomalee, lo S.D.R.O. (Social Development and Research Organization) situata in un’area (quella a nord-est) tra le maggiormente colpite dalla guerra prima e dallo tsunami del 2004 poi. Questa opportunità mi dava anche l’occasione di contribuire ad aiutare Incontro fra i Popoli nella sua ricerca di nuovi partner affidabili.<br />
Condividere il lavoro e capire le priorità nell’operato di una Onlus locale è un ottimo metodo per comprendere i bisogni della popolazione e permette di poter agire nel rispetto delle persone e della cultura del Paese. L’associazione SDRO ha come obiettivo primario la promozione di diritti civili e politici, soprattutto nei confronti di donne, bambini e soggetti emarginati. Una tematica molto importante specialmente in un contesto post-conflitto dove ampie porzioni di popolazione sono ancora alla ricerca di diritti negati.<br />
Sono lieto che la gentilezza con cui mi hanno accolto sia stata riconosciuta dalla volontà di IfP di proseguire il rapporto con questa organizzazione.</p>
<p><a href="https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/01/27.jpg"><img class="aligncenter wp-image-4038 " src="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/01/27-1024x612.jpg?resize=771%2C478" alt="Marco Bizzaro" width="771" height="478" srcset="https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/01/27.jpg?zoom=2&amp;resize=771%2C478&amp;ssl=1 1542w, https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2016/01/27.jpg?zoom=3&amp;resize=771%2C478&amp;ssl=1 2313w" sizes="(max-width: 771px) 100vw, 771px" data-recalc-dims="1" /></a></p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2016/01/sri-lanka-il-mio-viaggio-marco-bizzaro-universita-di-siena-italiano-30-anni-stagista-in-sri-lanka/">SRI LANKA – IL MIO VIAGGIO – Marco Bizzaro  (Università di Siena, italiano, 30 anni, stagista in Sri Lanka)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>NEL COVO DELLE TIGRI TAMIL – Fabio Martini e Margherita Facco (Università di Padova, italiani, 28/22 anni, stagisti in Sri Lanka)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2012/12/nel-covo-delle-tigri-tamil-margherita-facco-e-fabio-martini/</link>
				<pubDate>Fri, 28 Dec 2012 13:37:03 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Accompagnati da padre Sathya, entriamo nel Vanni, il cuore del conflitto civile, regno della militanza delle Tigri del Tamil. Sotto un sole cocente percorriamo la strada di terra rossastra. Costeggiamo montagne di scheletri di veicoli arrugginiti, abbandonati dalla popolazione in fuga. Ogni tanto un vecchio Tamil si aggira fra le macerie alla ricerca di qualche ricordo sepolto. Fiancheggiamo distese di terreni vuoti, a volte s’intravedono le fondamenta di abitazioni o solo la recinzione esterna, qui e là brandelli di muro trivellati, palme capitozzate e annerite dalle bombe.<br />
A distanza di tre anni dalla fine del conflitto, gli abitanti rimasti di Mullaittivu trovano ancora rifugio in baracche improvvisate: palme intrecciate, muri di fango e nylon per proteggersi dalle piogge. Proviamo a immaginare quale umana ferocia abbia causato tutto questo.<br />
La nostra mente vaga alla ricerca di qualche vecchio film di guerra già visto. A padre Sathya basta chiudere gli occhi per sentire il frastuono delle mine esplodere a pochi metri di distanza, il rumore dei proiettili di una mitragliatrice scoppiare sul muro, le grida strazianti della gente terrorizzata.<br />
Padre Sathya è un giovane sacerdote Tamil; a Mannar è molto conosciuto, le persone lo stimano e gli portano rispetto. Durante il conflitto, specialmente nella fase cruenta finale, è rimasto in mezzo alla popolazione, cercando di salvare i civili intrappolati fra l’avanzamento dell’esercito governativo e il ritiro dell’esercito rivoluzionario delle Tigri. Ci ha portati a vedere i luoghi in cui si è rifugiato con la sua gente durante la guerra civile durata 27 anni e terminata nel 2009. Ci ha condotto nel Vanni.<br />
Il conflitto civile ha visto contrapporsi l’esercito governativo SLA (Sri Lanka Army) con quello delle LTTE (Tigri per la Liberazione del Tamil Eelam), gruppo insurrezionale in lotta per l’indipendenza dei territori settentrionali e orientali del paese. Lo Sri Lanka è un’isola che concentra grandi differenze sia geografiche che religiose, sia etniche che culturali. È abitata da due etnie che parlano lingue e professano religioni diverse: i Singalesi (70%, buddisti) e i Tamil (18%, cristiani e induisti). Terminato il periodo coloniale e raggiunta l’indipendenza nel 1948, i Singalesi occuparono tutti i principali posti di potere, estromettendo di fatto i Tamil che li presiedevano su supervisione dell’impero inglese. Una parte del popolo Tamil ha iniziato ad accusare una serie di forti discriminazioni nei confronti della propria etnia e ha creato il gruppo ribelle armato, che per anni è riuscito a mantenere il controllo di un’ampia parte di territorio. Nel 2009 il governo, dopo quasi tre decenni di guerriglie, ha deciso di adottare una risoluzione definitiva con massicci attacchi e bombardamenti a tappeto, sterminando di fatto i ribelli, assieme a quarantamila civili. Come ogni guerra sconfinata nei paesi poveri, non se n’è sentito molto parlare e i civili uccisi sono rimasti corpi senza volto.<br />
Padre Sathya ci ha raccontato come l’esercito governativo, negli ultimi mesi del conflitto, bombardava le così dette Heaven Zone (zone definite come sicure, in cui i civili si potevano rifugiare, secondo la legge di guerra). La scusante di tali violazioni aveva come movente il tentativo di snidare i ribelli che secondo l’esercito vi cercavano rifugio. E come ogni guerra decisa da pochi, anche questa ha lasciato migliaia di orfani, vedove, mutilati, bambini con traumi permanenti, morti senza giustizia che non riposeranno in pace. L’attuale presidente, Mahinda Rajapaksa, ha rifiutato di sottoporsi a un’indagine internazionale sui delitti commessi durante la guerra e non permette ai giornalisti stranieri di entrare nel paese per far chiarezza su quanto è avvenuto.</p>
<p>Arriva il tramonto, le carcasse dei veicoli arrugginiti sembrano incendiarsi, i vecchi Tamil ritornano non si sa dove, forse nelle umili capanne di fango e paglia all’ombra dei pochi muri rimasti in piedi delle loro case. Padre Sathya ha finito le sue parole per noi, i ricordi l’hanno stancato. Il sole scende a Mullaittivu e noi due compagni di viaggio ci chiudiamo nel nostro silenzio a pensare: “Quale giustizia? Quale speranza? Sono solo illusioni?<strong> Cosa possiamo fare noi persone che sognano un mondo di pace?</strong>”</p>
<p>Dal nostro stage in Sri Lanka, portiamo le speranze piccole ma importanti trovate laggiù; sono le prime associazioni Tamil impegnate a far rinascere con dignità il loro popolo. A Incontro fra i Popoli ora continuare il dialogo con loro, verso orizzonti di “cooperazione internazionale” fondata sul dialogo fra le diversità.</p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2012/12/nel-covo-delle-tigri-tamil-margherita-facco-e-fabio-martini/">NEL COVO DELLE TIGRI TAMIL – Fabio Martini e Margherita Facco (Università di Padova, italiani, 28/22 anni, stagisti in Sri Lanka)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>2005 Agosto – SRI LANKA – Il campo di lavoro dopo lo tsunami &#8211; Adele, Agnese, Barbara, Dina, Claudia, Francesca, Gaetano, Lucia, Paola</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2005/08/il-campo-di-lavoro-in-sri-lanka/</link>
				<pubDate>Tue, 23 Aug 2005 17:44:31 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Testimonianze Settimane Giovani]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>La nostra voglia di conoscere persone così serene da riuscire a sorridere anche dopo un evento traumatico come lo tsunami, ha avuto modo di concretizzarsi grazie all&#8217;Associazione &#8221; Incontro tra i Popoli&#8221;, che ha proposto un Campo di lavoro a Wellawatte. Venivamo da città diverse, con età ed esperienze differenti, non ci conoscevamo, ma eravamo [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/09/sri-lanka.jpg"><img class=" size-full wp-image-1823 aligncenter" src="https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/09/sri-lanka.jpg?resize=541%2C406" alt="sri lanka" width="541" height="406" srcset="https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/09/sri-lanka.jpg?w=541&amp;ssl=1 541w, https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/09/sri-lanka.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 541px) 100vw, 541px" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>La nostra voglia di conoscere persone così serene da riuscire a sorridere anche dopo un evento traumatico come lo tsunami, ha avuto modo di concretizzarsi grazie all&#8217;Associazione &#8221; Incontro tra i Popoli&#8221;, che ha proposto un Campo di lavoro a Wellawatte.</p>
<p>Venivamo da città diverse, con età ed esperienze differenti, non ci conoscevamo, ma eravamo accomunati da un unico desiderio: portare ad una popolazione che aveva tanto sofferto il segno tangibile della nostra  <strong>condivisione.</strong></p>
<p>E’ stato bello lavorare <strong>con loro</strong> e <strong>per loro</strong>: arrivare alla mattina con pennelli, secchi e pittura&#8230;,condividere una tazza di tè, dolci o banane che i proprietari delle case ci offrivano  spontaneamente, un semplice gesto per dire <strong>“grazie” </strong>per quanto stavamo  facendo per loro.</p>
<p>Abbiamo sempre lavorato attorniati dai bambini che giocavano e guardavano con occhi sorridenti, e questo ci  ripagava  della fatica sotto il sole cocente!</p>
<p>Crediamo che anche per la gente del posto la nostra presenza sia stata positiva, non tanto per il lavoro fatto, quanto perché ci hanno sentiti vicini. Non ci siamo mai sentiti estranei. Roberto che conosce tutto e tutti, ci ha aiutato ad apprezzare quello che giorno per giorno scoprivamo, spiegandoci usi e costumi di  un popolo da sempre rispettoso di ogni religione ed idea, e così, solamente dopo pochi giorni,  ci siamo sentiti &#8220;a casa&#8221;.</p>
<p>Durante il soggiorno abbiamo visitato l’Orfanotrofio Baranassoriya ed il Centro Sombodhi delle donne disabili, dove abbiamo trascorso ore piacevoli ed indimenticabili. Con loro abbiamo cantato e giocato. Ma, al momento di salutarci, ci siamo accorti che non siamo stati noi ad aver portato loro gioia, ma sono stati loro a riempire i nostri cuori!</p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2005/08/il-campo-di-lavoro-in-sri-lanka/">2005 Agosto – SRI LANKA – Il campo di lavoro dopo lo tsunami – Adele, Agnese, Barbara, Dina, Claudia, Francesca, Gaetano, Lucia, Paola</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
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