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	<title>Giovani | Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</title>
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	<description>Per un&#039;economia di condivisione - Cooperazione internazionale ed educazione alla mondialità</description>
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		<title>Alfabetizziamo giovani e donne in Congo e Camerun</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2019/08/alfabetizziamo-giovani-e-donne-in-congo-e-camerun/</link>
				<pubDate>Thu, 08 Aug 2019 11:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[IFP]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Nelle province dell’est del Congo, come nelle regioni del nord del Camerun, dove un bambino su due frequenta la scuola, ma solo uno su quattro conclude l’anno scolastico, non è difficile incontrare giovani e donne analfabeti. Non saper né leggere né scrivere vuol dire essere facile preda di raggiri e imbrogli. Acquistare al mercato gli [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2019/08/alfabetizziamo-giovani-e-donne-in-congo-e-camerun/">Alfabetizziamo giovani e donne in Congo e Camerun</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright"><img class="wp-image-6277" src="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2014/12/Corsi-alfabetizzazione-per-donne-Congo-R.D..jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="Corsi alfabetizzazione per donne - Congo R.D." srcset="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2014/12/Corsi-alfabetizzazione-per-donne-Congo-R.D..jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2014/12/Corsi-alfabetizzazione-per-donne-Congo-R.D..jpg?w=600&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />
<figcaption>Corso di alfabetizzazione</figcaption>
</figure>
</div>



<p>Nelle province dell’<strong>est del <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/cooperazione/africa/congo-rd/">Congo</a></strong>, come nelle regioni del <strong>nord del <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/cooperazione/africa/camerun/">Camerun</a></strong>, dove un bambino su due frequenta la scuola, ma solo uno su quattro conclude l’anno scolastico, <strong>non è difficile incontrare giovani e donne analfabeti</strong>.</p>



<p>Non saper né leggere né scrivere vuol dire essere facile preda di raggiri e imbrogli. Acquistare al mercato gli alimenti, trattare con il fornitore il prezzo di un materiale per la propria attività generatrice di reddito, chiudere un contratto di lavoro sono solo alcune delle situazioni: <strong>saper leggere e scrivere fa la differenza</strong>!</p>



<p>Gli operatori sociali delle Associazioni di Bambini e Giovani Lavoratori (AEJT) in Congo e gli operatori dell’associazione ACEEN in Camerun ogni anno attivano <strong>corsi di alfabetizzazione</strong> per giovani e donne più vulnerabili. Durante il corso viene insegnato a leggere, a scrivere, a contare, l&#8217;importanza della parità di genere, i diritti civili e politici.</p>



<blockquote class="wp-block-quote">
<p>In italiano sarebbe “E&#8217; molto importante!”, in swahili si scrive &#8220;Nilamuimu sana!&#8221; ed è ciò che tenta di scrivere questo giovane congolese, che da bambino non ha potuto andare a scuola, ma che ha colto l’occasione di imparare frequentando il corso di alfabetizzazione tenuto da Rey David, uno degli animatori sociali formati di Incontro fra i Popoli nel Tanganika in Congo.</p>
</blockquote>



<figure class="wp-block-video"><video src="https://www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2019/08/Prove-di-scrittura-a-Kalemie.mp4" controls="controls" width="300" height="150"></video></figure>



<div class="wp-block-spacer" style="height: 60px;" aria-hidden="true"> </div>



<p><strong>Una decina di corsi sono già avviati</strong>, altri stiamo avviandoli, magari anche con il tuo aiuto. <strong>Con una donazione</strong> di 50, 100, 500, 1.000 € <strong>puoi dare l’opportunità a molti giovani e donne</strong> di frequentare questi corsi di alfabetizzazione. La donazione permette di offrire ai partecipanti quaderni, penne e matite e dare un piccolo compenso all’alfabetizzatore.</p>



<p><strong>Unisciti a noi e dona ora</strong>. Puoi scegliere una delle seguenti possibilità:</p>



<ul>
<li>Posta:  <strong>IBAN IT61 F076 0112 1000 0001 2931 358</strong></li>
<li>Banca Intesa San Paolo :  <strong>IBAN  IT02 F030 6909 6061 0000 0190 397</strong></li>
<li>Banca Etica:  <strong>IBAN IT71 S050 1811 8000 0001 1352 424<br /></strong></li>
<li>O tramite una donazione online con paypal</li>
</ul>
<div style="display: block;">
<figure class="aligncenter"><a href="https://www.paypal.com/cgi-bin/webscr?cmd=_s-xclick&amp;hosted_button_id=DRDM3KEUK68LL&amp;source=url"><img class="wp-image-6772" src="https://i1.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2019/07/Bottone-Paypal.gif?w=940&#038;ssl=1" alt="" data-recalc-dims="1" /></a></figure>
</div>



<p>Per donare a questo progetto usa la causale: <em><strong><span style="color: #993366;">WS &#8211; Corsi alfabetizzazione </span></strong></em></p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2019/08/alfabetizziamo-giovani-e-donne-in-congo-e-camerun/">Alfabetizziamo giovani e donne in Congo e Camerun</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Nulla di nuovo all&#8217;EXPO di Milano (di Leopoldo Rebellato)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2015/09/nulla-di-nuovo-allexpo-di-milano-leopoldo-rebellato/</link>
				<pubDate>Fri, 04 Sep 2015 13:35:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Giovani]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Difficile poter dire di aver visto l’Expo di Milano. In una giornata a mala pena riesci a vedere un po’ più di un terzo. Piantina in mano, ci siamo creati un percorso ad hoc: i paesi deboli e quelli più forti nella geopolitica economica. Eravamo una dozzina di persone. Gli adolescenti sono rimasti abbacinati dalle [&#8230;]</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Difficile poter dire di aver visto l’Expo di Milano. In una giornata a mala pena riesci a vedere un po’ più di un terzo. Piantina in mano, ci siamo creati un percorso ad hoc: i paesi deboli e quelli più forti nella geopolitica economica. Eravamo una dozzina di persone.<br />
Gli adolescenti sono rimasti abbacinati dalle fantasmagori<span class="text_exposed_show">e architettoniche e multimediali. I giovani, più curiosi che mai di vedere e capire il più possibile, si ponevano sempre più domande critiche. Chi aveva passato i 50 anni non ha trovato proprio nulla di nuovo, nulla che si proiettasse verso un futuro diverso dall’attuale ingiusta distribuzione dell’alimentazione dell’umanità, che era il tema della magnificata Esposizione Universale. L’Expo sembra più che altro una macchina per incentivare l’operato delle multinazionali a discapito dei locali e quindi ad aumentare il consumismo di massa. E i paesi più poveri, specialmente l’Africa, appaiono vestiti di un finto benessere, che non aiuta certo i visitatori a capire le loro reali condizioni.<br />
</span></p>
<div class="text_exposed_show">
<p>Ma andiamo con ordine.<br />
Il Padiglione Zero è un’incantevole apertura a quanto ci si può attendere poi. Nepal, Corea del Nord, Romania, Messico, Ecuador, Marocco: tutti proiettati con giusto orgoglio a magnificare le bellezze del proprio paese, con particolare attenzione alla produzione alimentare e alla cucina. Come bellezza, fra questi ed altri paesi geopoliticamente “collaterali”, primeggia l’Angola, unica nazione subsahariana con un padiglione proprio. Tutti comunque accomunati dal risultare alla fine ottime vetrine di agenzie turistiche, promozionali del proprio paese.<br />
Una miriade di altri paesi “collaterali” è poi presente nei cosiddetti “cluster”, agglomerati di nazioni che non hanno potuto o voluto avere un padiglione proprio. Si va da altre splendide vetrine turistiche, come quelle dei paesi caraibici, a squallide bancarelle di elefantini in legno e altri oggetti souvenir, presenti ormai anche nelle fiere di paese, come quelle del Congo RD.<br />
Fra i paesi più forti, come splendore multimediale brilla in assoluto Israele. Peccato che si presenti come il salvatore del mondo sul piano alimentare e soprattutto che nasconda il suo vero approccio ai prodotti geneticamente modificati e i suoi problemi di conflitti etnici e religiosi. Arriva addirittura ad affermare che è l’unico paese al mondo dove le tre grandi religioni monoteiste “convivono”!</p>
<p>Se l’Austria ha detto poco a noi abituati ai boschi delle Alpi, la Svizzera è stata il top della sensibilizzazione ecologica. Attenzione dice la Svizzera: le riserve possono finire e questo dipende anche da te. Attenzione: di risorse ce n’è per tutti, ma se tu prendi troppo, altri restano senza.<br />
Fa eco la Germania con una varietà di tecniche di comunicazione multimediale che la fa essere prima in assoluto. Padiglione da visitare con calma e con tanta curiosità. Parla con elogio perfino di un paio di ONG tedesche. Ma come: lo Stato tedesco presenta con fierezza un manipolo di suoi cittadini organizzati che benevolmente accompagnano verso mete di sostenibilità ambientale i paesi più emarginati! Lo facesse anche l’Italia! Avesse potuto la nostra piccola-grande ONG “Incontro Fra i Popoli”, che rende più bella la vita a circa due milioni di persone nel mondo, aver avuto anch’essa la sua pubblicità gratuita.<br />
Per la verità c’era un’ONG, addirittura con un padiglione tutto suo. Una sola ONG ha potuto avere così tanti soldi; ovviamente un’ONG statunitense, con sedi anche in Italia: quella più presente in TV con gli spot che … “Solo tu puoi salvare questo bambino, subito, subito”. Una pubblicità che va contro ogni parametro etico che abbiamo noi del settore umanitario e che fa sembrare noi “ricchi” i salvatori dei poveri, invece che con-causa della loro povertà!<br />
Concludiamo con il “Future Food District”, il supermercato alimentare del futuro. Basta toccare il tappo di una bottiglia di vino e sullo schermo prospiciente ti appare prezzo, origine, qualità organolettiche, calorie, componenti, ecc,ecc. Abbiamo toccato anche una stecca di cioccolato ed è apparso: “ prodotto in Italia”. Mai visto in Italia gli alberi di cioccolato o meglio gli alberi di cacao e le canne da zucchero. Ma che ti poni queste domande! Ti basti sapere che è buono e che costa poco! Che vuoi interessarti dei contadini sfruttati del Camerun, del Brasile, della Costa Rica! Che te ne frega di questo! Questa è un Expo Universale. Vivi la festa. Viva il Carnevale. E soprattutto non guardare dietro le quinte.</p>
</div>
<p><em>di Leopoldo Rebellato</em></p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2015/09/nulla-di-nuovo-allexpo-di-milano-leopoldo-rebellato/">Nulla di nuovo all’EXPO di Milano (di Leopoldo Rebellato)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>2013 Dicembre – IOANIŞ – LA MIA ESPERIENZA A IOANIŞ – Elisabetta Stocco</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2013/12/la-mia-esperienza-a-ioanis-elisabetta-stocco/</link>
				<pubDate>Thu, 12 Dec 2013 13:29:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/09/sogg_cond_romania1_stocco.jpg"><img class=" size-full wp-image-1826 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/09/sogg_cond_romania1_stocco.jpg?resize=425%2C319" alt="sogg_cond_romania1_stocco" width="425" height="319" srcset="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/09/sogg_cond_romania1_stocco.jpg?w=425&amp;ssl=1 425w, https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/09/sogg_cond_romania1_stocco.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>Ogni volta che qualcuno mi domanda cos’ho fatto quest’estate e rispondo che sono andata in Romania a fare un Campo di Servizio, mi ritrovo di fronte a occhi sgranati ed espressioni stupite. Per me quest’esperienza è un grande motivo di orgoglio: ho capito che assieme agli altri si possono fare grandi cose; cose che vanno oltre a quello che si definisce “il nostro piccolo”. Credo che riuscire a donare tanta felicità a quei bambini non sia cosa da poco, superando inoltre barriere che potrebbero sembrare invalicabili, come la questione della lingua e la diversità culturale che divide il nostro paese cosiddetto “sviluppato” da quelli impropriamente definiti “sottosviluppati”. Dico “impropriamente”, perché l’esperienza in Romania in mi ha fatto capire che non ci sono paesi “sottosviluppati”, poiché ognuno ha qualcosa di “ricco” di cui vantarsi. Credo di non aver mai visto tanta gioia come quella che si leggeva negli occhi di quei bambini. Non hanno nulla di sfarzoso, vestiti all’ultima moda, giocattoli sofisticati, ma sono ricchi di entusiasmo e voglia di vivere, dati proprio da quella semplicità che qui definiamo “povertà”.</p>
<p>Mi ha colpito inoltre la grande tolleranza tra le varie religioni e il senso di altruismo e condivisione che gran parte della gente ha verso il prossimo.</p>
<p>Potrà sembrare un paradosso, ma credo sia il caso di dirlo: la Romania, paese povero e “sottosviluppato”,  ha saputo donarmi ricchezze uniche, dal valore inestimabile</p>
<p><em>Elisabetta Stocco  (16 anni, Settimana Giovani Romania)</em></p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2013/12/la-mia-esperienza-a-ioanis-elisabetta-stocco/">2013 Dicembre – IOANIŞ – LA MIA ESPERIENZA A IOANIŞ – Elisabetta Stocco</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>2013 Agosto – RDC – UN SALTO NELLA FORESTA – Chiara Menegazzi (36 anni, Verona)</title>
		<link>https://www.incontrofraipopoli.it/2013/08/un-salto-nella-foresta-chiara-menegazzi-congo/</link>
				<pubDate>Thu, 29 Aug 2013 12:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Amministratore]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Testimonianze Soggiorni di condivisione]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Shabunda, Sud Kivu, primo viaggio in Congo, prima esperienza in Africa. Qui quando piove, le cataratte del cielo si spaccano in due con un fragore di tuono che senti fin lungo la spina dorsale e quando, invece, torna il sole, picchia così forte da seccare la terra argillosa in poche ore, creando delle crepe profonde. [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2013/08/un-salto-nella-foresta-chiara-menegazzi-congo/">2013 Agosto – RDC – UN SALTO NELLA FORESTA – Chiara Menegazzi (36 anni, Verona)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/07/ACADISHA-1.jpg"><img class="alignnone wp-image-1056" src="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/07/ACADISHA-1.jpg?resize=597%2C461" alt="ACADISHA 1" width="597" height="461" srcset="https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/07/ACADISHA-1.jpg?w=4177&amp;ssl=1 4177w, https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/07/ACADISHA-1.jpg?resize=300%2C232&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/07/ACADISHA-1.jpg?resize=1024%2C791&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/07/ACADISHA-1.jpg?w=1880&amp;ssl=1 1880w, https://i0.wp.com/www.incontrofraipopoli.it/wp-content/uploads/2015/07/ACADISHA-1.jpg?w=2820&amp;ssl=1 2820w" sizes="(max-width: 597px) 100vw, 597px" data-recalc-dims="1" /></a></p>
<p>Shabunda, Sud Kivu, primo viaggio in Congo, prima esperienza in Africa. Qui quando piove, le cataratte del cielo si spaccano in due con un fragore di tuono che senti fin lungo la spina dorsale e quando, invece, torna il sole, picchia così forte da seccare la terra argillosa in poche ore, creando delle crepe profonde. Qui la foresta è fitta e insidiosa, ma anche generosa, offrendo frutta, legname e selvaggina, fin troppo sfruttati. Tuttavia, nonostante questa generosità e un grande potenziale, coltivare a Shabunda non è facile come si potrebbe credere. L’ho imparato lavorando giorno dopo giorno a fianco dei membri dell’ACADISHA (Action Concrète d’Appui au Développement Integrale de Shabunda), una giovane ONG locale che ambisce ad avviare un processo di uscita dalla povertà per la gente del suo territorio, realizzando progetti di integrazione fra agricoltura, allevamento e piscicoltura.</p>
<p>Al mio arrivo, a metà ottobre dell’anno scorso, non era ancora stato stabilito di che cosa mi sarei occupata esattamente durante i miei sei mesi di soggiorno di condivisione, ma, trovando subito una forte sintonia, sono bastate poche ore per decidere insieme a Jacques Kalumba Nalwango, fondatore e coordinatore dell’associazione, di elaborare e mettere in pratica un progetto orticolo. Avviare un grande orto con lo scopo di sensibilizzare la popolazione sui benefici della coltivazione e del consumo di verdure: il miglioramento dell’alimentazione, l’alleggerimento del carico di lavoro sulle donne, la possibilità di un guadagno extra vendendo i prodotti al mercato locale, la disponibilità di cibo nelle vicinanze dell’abitazione, anche quando il cattivo tempo o, peggio, l’insicurezza causata dalle sempre minacciose incursioni dei gruppi di ribelli attivi nella zona, impediscono di raggiungere i campi nel mezzo della foresta.</p>
<p>Così per sei mesi, insieme abbiamo affrontato le numerose difficoltà che ostacolavano la realizzazione del nostro progetto: la durezza e l’infertilità del suolo, la minaccia degli animali domestici lasciati liberi di vagare, i cambiamenti meteorologici, i potenziali furti da parte di chi è troppo misero o troppo pigro, l’incredulità e la diffidenza o addirittura di chi ci vedeva ogni giorno al lavoro.</p>
<p>Mano a mano che crescevano le nostre piantine, curate e protette con impegno, cresceva anche l’interesse della gente che mi vedeva percorrere ogni giorno il tratto di strada fra la sede dell’associazione, dove soggiornavo, e il nostro orto. Alcuni vicini iniziarono anche loro a fare l’orto attorno alla casa.</p>
<p>Come ci ricorda Incontro fra i Popoli, ‘al povero non manca l’intelligenza ma l’opportunità’ e, mi permetto di aggiungere io, anche l’incoraggiamento dei loro fratelli europei, noi, che, anche con mezzi limitati, possono renderli consapevoli di non essere soli nelle loro sfide e difficoltà.</p>
<p>Nonostante che a metà novembre del 2012 le milizie degli M23, gruppo di ribelli, avessero preso la città di Goma e, per la mia sicurezza, mi fosse consigliato di rientrare in Italia prima che fossero chiuse tutte le vie di uscita da Shabunda, io ho deciso di rimanere. La prospettiva della mia partenza aveva un effetto scoraggiante sui membri dell’ACADISHA, orgogliosi di ospitare una volontaria inviata da Incontro fra i Popoli. Ho letto negli occhi di alcuni di loro un vero abbattimento, immaginando che fosse il risultato dei vent’anni di guerre e guerriglie che affliggono costantemente il Congo orientale e impediscono alla gente anche solo di svolgere le loro normali attività, paralizzandoli in una paura che è ormai entrata nelle ossa.</p>
<p>All’instabile situazione militare, si aggiungono gli ostacoli generati da uno stato che non funziona e dalle infrastrutture quasi inesistenti. A Shabunda la gran parte delle merci non prodotte localmente, cioè la quasi totalità, e anche delle persone, arriva a bordo di piccoli aerei cargo che sono l’unico collegamento con Bukavu, la grande città più vicina. Questo determina un aumento incredibile del prezzo di qualsiasi merce (un sacco di cemento di 50 kg costa 100 dollari a Shabunda, 20 dollari a Bukavu!) aggravando ulteriormente il peso economico su una popolazione per gran parte al di sotto della soglia di povertà.</p>
<p>Questa complessa situazione rende particolarmente difficoltoso l’operato di chiunque abbia la volontà di attuare un cambiamento in positivo. Durante il mio soggiorno è cresciuta in me una grande ammirazione nei confronti delle persone con le quali ho condiviso la vita e il lavoro, che nonostante tutto non demordono e continuano a lottare con creatività e tenacia. In quei sei mesi ho ricevuto immensamente in idee e calore umano.</p>
<p>Il mio vivo ringraziamento ad ACADISHA e anche a Leopoldo Rebellato e a tutto lo staff di Incontro fra i Popoli, che mi hanno dato l’opportunità di aprire una nuova porta e fare un salto in quest’altro “pianeta”, tendendo anch’io uno degli invisibili fili che permettono ai popoli di incontrarsi e di crescere insieme.</p><p>The post <a href="https://www.incontrofraipopoli.it/2013/08/un-salto-nella-foresta-chiara-menegazzi-congo/">2013 Agosto – RDC – UN SALTO NELLA FORESTA – Chiara Menegazzi (36 anni, Verona)</a> first appeared on <a href="https://www.incontrofraipopoli.it">Incontro fra i Popoli ONG Onlus - Cittadella Padova</a>.</p>]]></content:encoded>
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