“Sono passati 13 anni da quel viaggio che mi ha cambiato la visione del mondo e radicalmente trasformato. Mi aveva detto Leopoldo: “Fai questo viaggio con cuore aperto; sarai molto più utile all’Africa quando tornerai in Italia e contribuirai alla causa da qui”. Aveva pienamente ragione.”

Simone Pietribiasi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Mi chiamo Simone, ho 47 anni e abito a Torrebelvicino. Solo per dare un nome e un’età ad una persona qualunque, immersa nella quotidianità, come tutti.

Per molto tempo mi sono chiesto come dare valore e significato al mio tempo libero.

Attorno ai 30 anni ho cominciato a rendermi utile nella Caritas diocesana di Vicenza. Fu un’esperienza formativa molto importante, proseguita per molti anni, a contatto con chi non può vivere la nostra stessa quotidianità. Ho scoperto la solidarietà concreta, il contatto reale e il donarsi con il cuore, la carità cristiana. Ma con il tempo cercavo anche qualcosa di più. Volevo crescere.

Il mio cercare ha incrociato un’associazione con sede a Cittadella, operante nei paesi del sud del mondo con progetti di sostegno, educazione e soprattutto con una concreta cooperazione internazionale. Questa associazione si chiama Incontro fra i Popoli ed è conosciuta in Italia per essere etica, seria e affidabile.

Mi presento a loro e chiedo di poter realizzare un’esperienza forte laggiù: vivere un mese immerso in quella realtà, come un africano. Leopoldo, il presidente, mi propone un soggiorno di condivisione in Repubblica Democratica del Congo, a Bukavu e a Uvira. Accetto e Leopoldo mi organizza il viaggio.

Al mio arrivo vengo accolto e ospitato per un mese nelle strutture di un’associazione locale, composta e gestita da africani, partner super affidabili. Scopro un’umanità e soprattutto una dignità a noi difficili da capire. Ho visitato strutture, ho giocato con bambini orfani di guerra, ho partecipato a incontri di alfabetizzazione per donne e bambini, ho viaggiato nei villaggi immersi nella foresta. Ho scoperto che sanno fare bene!

Ho imparato che:

  • il Terzo Mondo, come lo chiamiamo noi, in realtà è un insieme di paesi “impoveriti” anche da noi, dal nostro sistema economico, dalle nostre scelte consumistiche, che piaccia o no! ;
  • al povero non manca l’intelligenza, ma solo l’opportunità di poterla mettere in atto;
  • la dignità, la solidarietà, la fratellanza, la volontà sana di emergere e sopravvivere sono spinte incredibili, che noi abbiamo un po’ perso o annacquato con il benessere e con i bisogni appagati, ma che da loro sono estremamente vive e vitali;
  • ogni giorno ringrazio perché posso avere acqua potabile comodamente dal rubinetto di casa e le medicine in caso di necessità;
  • il tempo per gli africani è molto più abbondante che per noi occidentali: noi guardiamo l’orologio, loro il sole;
  • loro di noi, attraverso la TV, vedono solo la pubblicità e lo stile di vita che ostentiamo;
  • abitiamo lo stesso pianeta, siamo esseri umani, tutti uguali!

Sono passati 13 anni da quel viaggio che mi ha cambiato la visione del mondo e radicalmente trasformato. Mi aveva detto Leopoldo: “Fai questo viaggio con cuore aperto; sarai molto più utile all’Africa quando tornerai in Italia e contribuirai alla causa da qui”. Aveva pienamente ragione.

Ho capito che c’è una parte della nostra società che si affina e cresce in cultura, conoscenza, sensibilità e condivisione, e alimenta e soddisfa una spinta di ricerca interiore; un’altra parte che scende e scivola sempre più nell’indifferenza, ignoranza e superficialità.

Io ho scelto la prima, impegnandomi a sostenere varie forme di aiuto e collaborazione in Congo e Camerun. Ho creato una rete con colleghi e amici, tutti entusiasti, e ogni anno coinvolgiamo le famiglie a sostenere i progetti che sentiamo più vicini, insegnando anche ai figli il valore delle piccole rinunce che diventano un valore che laggiù si moltiplica. Un filo fra noi e la parte più povera del mondo; un fragile cordone ombelicale che fa scorrere energia positiva e alimenta la speranza.

Ora mi ritrovo ad essere vicepresidente di questa associazione Incontro fra i Popoli. Lo sento come un impegno civile e morale, seminando bontà attraverso le iniziative di educazione alla cittadinanza globale anche nelle scuole, senza dimenticare la realtà attorno a noi, altrettanto bisognosa di sostegno e aiuto.