La città di Duala; le piantagioni di hévea (gomma), di banane, di palma da olio; le cascate di Ekon Nkam; gli artigiani artistici di Bamenda; il Serdif, cooperativa di 500 donne e i laboratori dell’impresa italo-camerunese Kukulu; le cascate della Metce ed il guaritore; Bamengiù, la sua “Chefferie”ed il suo re; Fumbam e il palazzo del Sultano; i “pozzi a giostra” di Bafi a; il Centro di Animazione Socio-sanitaria di Yaounde; la foresta di Eseka e le donne di Hikuu Mahol; Limbe ai piedi del Monte Camerun, la sua splendida spiaggia nera e l’oceano.

La città di Duala; le piantagioni di hévea (gomma), di banane, di palma da olio; le cascate di Ekon Nkam; gli artigiani artistici di Bamenda; il Serdif, cooperativa di 500 donne e i collaboratori dell’impresa italo-camerunese Kukulu; le cascate della Metce ed il guaritore; Fumbam e il palazzo del Sultano; i "pozzi a giostra" di Bafia; il Centro di Animazione Socio-sanitaria di Yaounde; poi in treno fino a Nagunderé e la sua Università; poi in corriera fino a Maruà, i suoi artigiani ed i "mayo"; i missionari e le donne di Larà, Ghidighis e Tulum; il dito di Dio di Muturuà; il parco di Waza (leoni, giraffe, elefanti, struzzi); i picchi rocciosi di Kapsiki; infine un volo aereo verso Limbe ai piedi del Monte Camerun, la sua splendida spiaggia nera e l’oceano.

I giardini e le cattedrali di Timisoara; gli spettrali relitti delle grandi acciaierie di Calan; il castello di Corvin a Hunedoara; poi Sibiu, la città con gli occhi sui tetti; Sambata e il monastero Brancoveanu; le cittadelle fortificate di Prejmer e di Rasnov; il castello di Dracula a Bran; la rinascimentale Brasov; Sighisoara, "patrimonio dell'umanità"; la città romana di Alba Julia; le Grotte selvagge di Meziad, le sorgenti di Stana de Vale e la Grotta degli Orsi; infine le suore Maria e Maddalena e i loro meravigliosi bimbi rom a Beius e nella Valle di Finis.

Goma, la città di lava ai piedi del vulcano Nyiragongo e il suo Atelier Muungano (Solidarietà); il mercato di Bobandana e il Lago Verde; attraversamento in battello del Lago Kivu, il più bello dell' Africa con le sue trecento isole; Bukavu la città arrampicata sulle montagne, padre Franco Bordignon e i Padri Saveriani, picnic sul monte Mulume Munene, gli ottocento bambini di strada di Thomas d' Aquin e suor Francesca, i ‘Giovani Imprenditori’ del PEDER, Radio Maendeleo, Bagenda e il Comitè Anti Bwaki (CAB), i dolci pendii montani del Bushi con le capanne nascoste nei bananeti, gli acquedotti e le sorgenti potabilizzate, i fondovalle drenati, gli allevamenti, le cooperative di donne, i ‘Comitati di Collina’; la discesa verso Uvira, stesa sui bordi del Tanganica, i ragazzi dell’ODEF e quelli di suor Bambina, i piscicoltori di Sange e di Mboko, l’Isola del Diavolo; un po’ di spiaggia ed un bagno sul lago Tanganica e poi il volo di ritorno.

Kathmandu, le viuzze e i ristorantini, i monasteri e i templi buddisti (stupa) Nogal, Boudhanatun, Monkey Temple; il palazzo reale Basantapur e la dea bambina; Pashupati il luogo delle cremazioni, il centro della religione Indu di tutto il mondo, i suoi riti funebri e le pire infuocate, nell’eterno ruotare delle reincarnazioni; le maestose architetture, i templi e le piazze di Bhaktapur; Patan, l’altra città stato del vecchio impero, con la sua Durbar square; i Villaggi Newari e il santuario di Ganesh; ma anche la cooperativa ‘Bhaktapur Craft Paper’ e i suoi laboratori di lavorazione e riciclaggio della carta, l’associazione ‘Kumbeshwar Technical Scool’ e la sua produzione di tappeti, ed infi ne la “Women for Human Rigths” (WHR - Donne per i Diritti Umani), formata di 50.000 vedove riscattate dall’emarginazione sociale; un’escursione a Pokhara e relax fra monti, laghi e splendide vedute sull’Himalaya; poi a Chitwan, con un tour in groppa agli elefanti per ammirare rinoceronti e tigri; un volo a Nepalgunj, poi in risciò a Kahalpur nel Surket, per incontrare altre vedove e i Sachetana Youth Club (gruppi dei giovani fi gli delle vedove); ritorno con visita a Doha, capitale del Qatar.

Una prima giornata passata nella futuristica Dubai, poi in volo a Colombo per incontrare le donne di Araliya, collegate al commercio equo; la città di Anuradhapura con il suo sacro albero nato da un ramo dell' antico ficus sotto il quale Siddhartha Gautama (Buddha) ricevette l’illuminazione; le statue di Buddha Aukana a Kalawewa e le rocce Sigiriya (la roccia del leone), un’isola di roccia, alta 200 metri in un mare verde; Polonnaruwa, città medioevale colma di templi buddisti (e una passeggiata a dorso di elefante). Kandy, la città del Tempio del Dente, con la reliquia religiosa più preziosa dello Sri Lanka; le grotte del tempio di Dambulla; i Giardini Botanici e la fabbrica del the di Giragama; il Parco Nazionale Yala; relax sulla spiaggia di Hikkaduwa. Finalmente una giornata vissuta con la gente dei paesetti di Wellawatte e di Polonwatte, ricostruiti dopo lo tsunami con l’aiuto di Incontro fra i Popoli; qualche giro in tuc-tuc ed un’escursione in catamarano nella laguna con la visita alle piantagioni di cannella; un giro in barca per ammirare la barriera corallina; l’incontro con Jana Ekamuthu, partner di IfP, e i suoi progetti di sostegno a distanza..

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