Incontro fra i Popoli

...per un'economia di condivisione

Settimane Giovani


Siete un gruppo di giovani (o quasi) e volete crescere interiormente, consolidando le motivazioni che vi uniscono e rendendovi utili agli altri?
Una volta c’erano i “campi di lavoro”, che oggi chiamiamo “Settimane Giovani”: un periodo da 7 a 20 giorni lavorando assieme ai tecnici e agli animatori di qualche associazione, nella realizzazione di ciò che stanno facendo per vivere meglio.


Siete un gruppo di giovani (o quasi) e volete crescere interiormente, consolidando le motivazioni che vi uniscono e rendendovi utili agli altri? Una volta c’erano i “campi di lavoro”, che oggi chiamiamo “Settimane Giovani”: un periodo da 7 a 20 giorni lavorando assieme ai tecnici e agli animatori di qualche associazione, nella realizzazione di ciò che stanno facendo per vivere meglio.

Congo nelle montagne del Bushi a costruire acquedotti e potabilizzare sorgenti con il Comité Anti Bwaki.
Romania a Beius con le suore nell’animazione dei bimbi rom e nel miglioramento delle strutture per la loro accoglienza.

La mia Settimana Giovane in Romania - luglio 2012


Campi di servizio

VLAD - (18 anni).
Dopo un lungo viaggio in auto, la prima cosa che ho visto di questo splendido ambiente rumeno è stata la natura, gli alberi lungo la strada, le case colorate, belle e gioiose, sparse tra la ricca vegetazione di cui questo mio Paese può vantarsi, ma che è in pericolo a causa del disboscamento selvaggio. Accettiamo di vendere i nostri boschi ai paesi limitrofi come l’Italia, in cambio di quattro soldi! Questa settimana passata con i bambini Rom della mia Nazione, mi ha arricchito culturalmente ed emotivamente. Ho avuto modo di sperimentarmi e di mettere alla prova le mie capacità di leader. Mi propongo di tornare in Romania e di fare qualcosa per il mio Paese.
Campi di servizio

MICHELE - (24 anni).
Ogni cosa che noi vediamo, osserviamo, tentiamo di capire e apprezzare, soprattutto se ‘altra’, ‘straniera’, ‘estranea’, risulta inesorabilmente filtrata da lenti intrinseche al nostro essere. Bello è stato immergersi serenamente nelle culture rumena e Rom! Accostarsi e porsi a servizio del nostro prossimo è garanzia di ricevere più di quanto si da. Questa esperienza rimarrà per sempre indelebilmente impressa sulla lavagna del mio cuore. Al fine di non evadere le responsabilità sociali cui ciascun individuo è chiamato, intendo diffonderla il più possibile! Per il futuro che dire … qualsiasi alba avrà il mio domani, mio obiettivo rimane mantenere una rotta orientata verso il più alto servizio alla società … la politica? Perché no! Si tratta pur sempre della più nobile tra le attività umane. Con i bimbi il rapporto è stato meraviglioso: me ne sono affezionato fino alle lacrime, ho provato un forte amore nei loro confronti ed è mio desiderio rivederli un giorno. È stato bello scoprire a 24 anni di saperci fare anche con loro!

Campi di servizio

GIULIA - (28 anni).
Quando ho deciso di venire in Romania per questo campo di servizio, i miei genitori ed amici mi hanno guardata come se andassi in guerra! L’idea che si ha di questo Paese è negativa e razzista. Ho visto solo una parte di Romania. Mi è sembrato che queste persone abbiano una grande forza e dignità: vogliono rialzarsi da una dittatura che li ha tenuti congelati per troppo tempo. Il bisogno e la necessità che hanno di crescere per il loro Paese, mi fa apprezzare e comprendere di più questa realtà. Non si arrendono, ma vogliono sperare di divenire un Paese europeo non più emarginato. I bambini Rom, con cui ho passato la settimana, mi hanno affascinata con i loro meravigliosi occhi profondi. Chiedono amore, carezze affettuose, ma soprattutto vogliono essere considerati bambini come tutti gli altri, senza pietismi inutili.

Campi di servizio

ANDREA - (18 anni).
Non avrò più pregiudizi verso altri popoli che non conosco, ma di cui ho solo sentito parlare. Non credevo che la Romania fosse così povera, ma allo stesso tempo così bella. Non avevo mai visto così tante persone coraggiose insieme nello stesso luogo. Ho visto bambini che non hanno niente, solo i vestiti, divertirsi senza bisogno di videogiochi o altro. Anch’io mi sono divertito, pur avendo poco. Mi sono sperimentato in versione di animatore e non più di animato. Non credevo fosse così duro, ma allo stesso tempo divertente.
Campi di servizio

FABIO - (14 anni).
Mi sono arricchito: questi bambini non mi hanno lasciato solo ricordi, ma anche valori. Vedere i bambini che giocavano felici senza tutti i comfort che hanno i bambini italiani, mi ha fatto apprezzare di più quello che ho. In futuro mi propongo di tornare per rivivere questa esperienza.
Campi di servizio

INES - (19 anni).
Ho provato un senso di libertà unico, che trascende diverse mie abitudini e convinzioni. Mi ha toccato molto scoprire le splendide capacità che ogni bambino possedeva. Una bambina ballava in modo meraviglioso: era impossibile distogliere lo sguardo da lei. Un altro era particolarmente ‘gentiluomo’. C’era chi esprimeva un forte talento artistico.
Perché allora, solo per il fatto che sono poveri e zingari, si crea una segregazione che non permette a questi ‘geni in fieri’ di emergere, come è possibile ai loro coetanei dell’Europa occidentale?

Campi di servizio

MICHELA - (16 anni).
Guardate oltre le apparenze, potreste scoprire molto di più di quanto pensate!

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Dopo il campo di lavoro e di condivisione in Romania (Martina Attori)


Quello che può capitarti in una settimana vissuta in Romania, è sapere che dentro a ciascun bambino che incontri nella casa delle suore di Bejus o nella casa dell’Arca di Noè di Finish, ci sono delle cicatrici che non si possono nemmeno vedere e a cui tempo e curiosità non porteranno né sollievo né giustizia.
In Romania impari che è pratica comune picchiare, stuprare, abbandonare e vendere i bambini, che questo capita a meno di quindici ore di automobile dal Veneto, che questa è la “normalità.
E pensare che tutto ciò lo impari presso i soci di Incontro fra i Popoli, cioè le Suore Minime, e gli operatori rumeni del Buon Samaritano, ossia chi cerca con tutte le forze e le risorse a sua disposizione di salvare più anime possibili e che quindi si è a contatto con bambini “fortunati” che stanno lentamente imparando che si può anche stare bene, che si può anche essere amati, che si può anche essere individui, benché rumeni.
A voi giudicare quello che si potrà imparare trascorrendo del tempo altrove dove la situazione è più (?) dura, dove la vita stessa è un lusso che solo pochi possono permettersi.
Ci sono occhi che non si potranno mai dimenticare e ci sono cose che non si vorranno mai dimenticare.
Ci sono cose inutili che si lasciano volentieri a terra, una volta che certi occhi si sono posati su di te.
Ci sono occhi, i nostri, che non si potranno mai richiudere.

Martina

Campi di servizio


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