
Quello che può capitarti in una settimana vissuta in Romania, è sapere che dentro a ciascun bambino che incontri nella casa delle suore di Bejus o nella casa dell’Arca di Noè di Finish, ci sono delle cicatrici che non si possono nemmeno vedere e a cui tempo e curiosità non porteranno né sollievo né giustizia.
In Romania impari che è pratica comune picchiare, stuprare, abbandonare e vendere i bambini, che questo capita a meno di quindici ore di automobile dal Veneto, che questa è la “normalità.
E pensare che tutto ciò lo impari presso i soci di Incontro fra i Popoli, cioè le Suore Minime, e gli operatori rumeni del Buon Samaritano, ossia chi cerca con tutte le forze e le risorse a sua disposizione di salvare più anime possibili e che quindi si è a contatto con bambini “fortunati” che stanno lentamente imparando che si può anche stare bene, che si può anche essere amati, che si può anche essere individui, benché rumeni.
A voi giudicare quello che si potrà imparare trascorrendo del tempo altrove dove la situazione è più (?) dura, dove la vita stessa è un lusso che solo pochi possono permettersi.
Ci sono occhi che non si potranno mai dimenticare e ci sono cose che non si vorranno mai dimenticare.
Ci sono cose inutili che si lasciano volentieri a terra, una volta che certi occhi si sono posati su di te.
Ci sono occhi, i nostri, che non si potranno mai richiudere.
Martina
1. Firma nel riquadro dedicato alle Organizzazioni Non Lucrative (Onlus)