Incontro fra i Popoli

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Domande e risposte 1 cent di euro per metro cubo di acqua

Proposta di destinare 1 cent. di euro per metro cubo di acqua, consumata dagli utenti dell'acquedotto, alla costituzione di un fondo di solidarietà che finanzia progetti, realizzati da Associazioni senza scopo di lucro, per l'accesso all'acqua potabile nei Paesi in Via di Sviluppo.

Domande e risposte

Chi dovrebbe sostenere l'onere di pagare il cent di euro?
Ogni utente dell'acquedotto, nella sua "bolletta dell'acqua", pagherebbe in più, rispetto alla tariffa già fissata, un cent di euro ogni metro cubo di acqua consumata.

Quanto di più ogni famiglia pagherebbe in un anno?
Stimando il consumo di una famiglia media in 200-300 metri cubi in un anno, essa pagherebbe in più, sempre in un anno, dai due ai tre euro. I dati di consumo sono quelli medi annui che oggi sono riscontrati in una famiglia media nei comuni dell'ATO Brenta.

Perché nasce questa proposta?
Secondo i dati del rapporto dell'ONU, "oggi più di un miliardo di persone non ha accesso all'acqua potabile e 2,5 miliardi vivono in precarie condizioni igieniche per mancanza di un sistema fognario. Sono proprio questi fattori - si legge nel rapporto - a fare più morti tra i bambini dell'Aids; infatti, le malattie gastrointestinali, il colera e la dissenteria uccidono 1,8 milioni di bambini l'anno, cinque volte più della malattia da immunodeficienza acquisita." (dati tratti dal rapporto UNPD, 2006).
Un semplice calcolo ci permette di dire che mediamente, nel mondo, ogni 20 secondi un bambino muore per cause connesse all'aver bevuto acqua non potabile.

Da chi nasce questa proposta?
Dalle Associazioni senza scopo di lucro che, nel territorio compreso nei comuni che formano l'ATO Brenta, sono da sempre attive nell'aiuto ai Paesi Poveri, con molteplici azioni di cooperazione e di aiuto umanitario. Da questa diffusa e consistente esperienza, scaturisce la consapevolezza che l'acqua è il principale fattore per favorire lo sviluppo: dove non c'è acqua potabile, non c'è vita.

Chi aderisce a questa proposta?
Dal settembre 2005, quando è stato proposto l'appello (visibile cliccando qui) 57 Associazioni e Gruppi (di volontariato, umanitari, di beneficenza e assistenza in genere, ecc. ) che operano nel territorio dell'ATO Brenta lo hanno sottoscritto. Altre adesioni continuano a pervenire.
La lista con l'elenco aggiornato delle adesioni è visibile a fondo pagina.

Ci sono anche Enti Locali che hanno manifestato interesse per la proposta?
Sì. Diversi Comuni hanno votato specifiche delibere dei Consigli Comunali, nelle quali si Condivide e sostiene l'iniziativa e si chiede alle Autorità dell'AATO Brenta di attuarla praticamente.
Questi Comuni sono: Camposampiero, Curtarolo, Trebaseleghe, Limena, S. Giorgio in Bosco, Gallio, Galliera Veneta, Loreggia, Grantorto.
Diversi altri Comuni si sono interessati per esaminare la possibilità di porre al voto del Consiglio Comunale una delibera analoga nel prossimo futuro.

Nel Veneto, ci sono esempi di creazione del Fondo di Solidarietà formato dal cent di euro sui consumi d'acqua degli utenti dell'acquedotto?
Si. Nell'ATO Laguna di Venezia il Fondo di Solidarietà si è iniziato a formare dal 1 gennaio 2004, dopo che l'assemblea dello stesso ATO lo aveva approvato nel dicembre 2003.
Con tale Fondo, nel 2006 sono stati finanziati diversi progetti per favorire l'accesso all'acqua potabile in alcuni Paesi dell'Africa ed America Latina. I progetti sono realizzati da Associazioni (ONG) italiane senza scopo di lucro, scelte fra quelle che hanno capacità ed esperienza per realizzare tali interventi, dopo che queste avevano presentato specifici progetti.
Maggiori informazioni su www.atolagunadivenezia.it (cliccando su "Attività"- "fondo Acqua Bene Comune").

Ci sono esperienze simili in altre regioni d'Italia?
In altre Regioni, in Piemonte, l'AATO n. 1 Verbano e Pianura Novarese nel dicembre 2005 ha adottato l'accantonamento del cent di euro in un fondo simile ("Le tariffe prevedono l'accantonamento di fondi (stimabili in circa 1€cent/mc) per il finanziamento di progetti di cooperazione internazionale per la realizzazione di infrastrutture idriche a favore di paesi in via di sviluppo").
Recentemente, gli Assessori Provinciali all'ambiente ed alla cooperazione internazionale della Regione Emilia Romagna, si sono riuniti per approfondire la proposta cent di euro, e per conoscere l'esperienza di attuazione di tale Fondo dell'ATO Laguna di Venezia.

Se anche l'AATO Brenta adottasse in futuro questa proposta, chi avrebbe la titolarità del Fondo?
L'AATO Brenta avrebbe l'esclusiva titolarità del Fondo creato con la raccolta dei cent di euro sui metri cubi di acqua consumata dagli utenti.
La stessa AATO poi, attraverso un apposito comitato di suoi rappresentanti ed esperti, sceglierebbe i progetti da finanziare, tra quelli presentati dalle Associazioni senza scopo di lucro, per favorire l'accesso all'acqua potabile nei Paesi poveri.

Cosa possono fare in concreto le Associazioni promotrici di questa iniziativa?
Le Associazioni che promuovono questa iniziativa, ed in genere le altre Associazioni che nel territorio dell'ATO Brenta operano nel settore della solidarietà internazionale, possono fornire volontariamente l'esperienza acquisita in tale settore, interagendo con le Autorità dell'ATO Brenta per creare regolamenti attuativi del Fondo che siano improntati alla trasparenza, efficienza ed efficacia nella realizzazione dei progetti di sviluppo eventualmente finanziati.

Questa proposta, non è un ulteriore aggravio per i già tartassati bilanci dei cittadini e delle famiglie in genere?
Con un importo medio per famiglia che va dai due ai tre euro stimati, certamente si verifica un costo ulteriore, anche se minimo.
Tuttavia, la proposta ha anche il contenuto importante di sensibilizzare capillarmente l'opinione pubblica sulla necessità di usare consapevolmente la risorsa acqua potabile, bene che non ha disponibilità infinita, la cui carenza oggi causa sottosviluppo, malattie, emigrazioni in molte parti del mondo.
Attraverso questa consapevolezza raggiunta, mediamente i cittadini e le famiglie potranno evitare sprechi, adottare meccanismi di risparmio idrico (ad esempio i semplicissimi riduttori di flusso da applicare sui rubinetti).
Questi comportamenti virtuosi saranno certamente favoriti dalla sensibilizzazione indotta attraverso l'adozione della proposta, capillarmente illustrata anche attraverso le "bollette dell'acqua".
Inoltre, le Associazioni ed i Gruppi che la sostengono si impegnano già ora sul fronte della sensibilizzazione all'uso consapevole dell'acqua e sul risparmio idrico, con incontri, dibattiti, e sono attive nelle scuole dell'obbligo e superiore.
In conclusione, è verosimile ritenere che grazie a questa sensibilizzazione, le famiglie da una parte verserebbero due o tre euro ma, dall'altra parte, attraverso la maggiore consapevolezza acquisita sul risparmio e uso consapevole del bene acqua, avrebbero un minore consumo che porterà ad un risparmio almeno pari, se non superiore.


Grazie per avere letto queste domande-risposte.
Se ti restano altri punti da chiarire in merito, puoi inviare le tue domande, suggerimenti o critiche costruttive all'indirizzo email: acquaperlavita@libero.it oppure rivolgerti alle Associazioni promotrici:

  • Mano Amica (Camposampiero): mano.amica@virgilio.it
  • Incontro fra i Popoli (Cittadella): info@incontrofraipopoli.it
  • Coordinamento di Associazioni "Sotto i Cieli del Mondo" (Bassano del Grappa): a.zanolla@alice.it

"Every year, unsafe water, coupled with a lack of basic sanitation, kills at least 1.6 million children under the age of five years"
(Traduz. : Ogni anno, l'acqua insicura, insieme con la mancanza di igiene di base, uccide almeno un milione e seicentomila di bambini sotto l'età di cinque anni.)

Questo significa che, mediamente ogni 20 secondi, un bambino muore per tale motivo.

Tratto dal rapporto dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'UNICEF sullo stato di realizzazione degli obiettivi del Millennio (Obiettivo Acqua e Igiene), pubblicato nel mese di settembre 2006. (www.who.int)

Appello

Leggi l'appello oppure scarica il file.


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