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Una nuova impresa italo-camerunese

Una nuova impresa italo-camerunese

06/04/09 - Una nuova impresa a capitale misto si è aggiunta in questi giorni al firmamento delle relazioni internazionali dell’Italia con l’Africa. E’ un'impresa societaria italo - camerunese, “KUKULU”, la cui sede è nella città di Mbuda, dipartimento di Bambutòs in Camerun. Il nuovo “Gruppo di Interesse Economico”, così chiamato secondo la normativa camerunese, è costituito da un’ONG camerunese, il “Serdif” di Mbuda (Servizio di Ricerca e Sviluppo delle Iniziative delle Donne) ed un’ONG italiana, “Incontro fra i Popoli” di Padova.Direttore generale di Kukulù è la giovane signora Thérèse Philomène Sindjui, laureata in biologia e con varie specializzazioni, fra cui quella in management. “Abbiamo voluto chiamare la nostra impresa ‘Kukulù’ - dice la signora Thérése - perchè nella nostra lingua Bamileké questa parola indica il cibo forte, ricco di ogni sostanza, capace di darti forza per la giornata intera di lavoro nei campi e di recuperarti in caso di malattia.” Lo scopo dell’attività agroalimentare della nuova impresa è il miglioramento dell’alimentazione per tutti, per studenti, per lavoratori, per sportivi, sopratutto per bambini piccoli, malati, anziani. “Grazie agli studi compiuti per noi dall’equipe del prof. Djoulde dell’Università di Ngaoundéré - continua la signora Thérèse - siano pronti ad introdurre nel mercato sei tipi di miscele di farine dieteticamente equilibrate e specifiche per particolari esigenze, ottenute integralmente dai prodotti agricoli del nostro territorio”. L’indotto infatti è tutto il territorio di Bambutòs, perchè Serdif è una federazione di cooperative che riunisce 500 donne agricoltrici. “Grazie all’impresa che abbiamo avviato - asserisce la signora Zéphirine Kengne, presidente del Serdif - noi donne avremo uno sbocco di mercato tutto nostro, che potrà assorbire tutto il frutto del duro lavoro nei campi et evitarci la pena e la perdita della vendita dei prodotti ad intermediari senza scrupoli”. “Non è più tempo della cooperazione internazionale simbolica o assistenzialista o comunque che si arrocca ad eterno puntello dell’altrui sviluppo - afferma il prof. Leopoldo Rebellato, presidente di Incontro fra i Popoli - Due anni fa abbiamo incontrato queste donne che, a partire da loro stesse, hanno reagito sia all’abbandono del territorio da parte delle multinazionali del caffè a causa delle fluttuazioni del mercato, sia alla cultura tradizionale che le vuole oggetto dei mariti. Abbiamo loro proposto questo nuovo sbocco commerciale dei loro prodotti e ne hanno fatto la loro punta di diamante. Insieme abbiamo scelto di essere entrambi soci di questa nuova realtà produttiva e commerciale, per conservarci reciprocamente garanti dell’eticità del nuovo soggetto ‘profit’, sorto appunto dalle nostre due realtà ‘non profit’.”Nello statuto della nuova impresa sta ben scritto che tutto l’utile deve essere reinvestito in attività di promozione e sviluppo delle fasce sociali più deboli.
Incontro fra i Popoli ha fatto un microcredito al Serdif per l'acquisto del terreno dove sorgerà lo stabilimento della nuova impresa.



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