Incontro fra i Popoli

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Repubblica del KIVU

Repubblica del KIVU

L'eccidio del Nord Kivu e della città di Goma nella Repubblica Democratica del Congo, come improvvisamente è apparso nei nostri schermi televisivi, altrettanto rapidamente sta scomparendo. Ma intanto laggiù si continua a morire di guerra e di assedio. Quant'è facile per i media spettacolarizzare le altrui sofferenze ed i morti e mettere in primo piano la bravura dei primi 'samaritani' soccorritori, senza far capire alla nostra gente le cause. Da quel angolo di mondo si estraggono i minerali a noi quotidianamente indispensabili, perchè sono dentro i nostri cellulari ed i nostri computer portatili. Sapere e non dire che sono rubati a suon di guerre, di violenze, di stupri e di massacri, non è giornalisticamente corretto. Siamo tutti responsabili ed anche un po' colpevoli se non ci interessa conoscere oltre quello che ci rifilano i giornali e la TV ed ancor più quando eleggiamo, come nostri rappresentanti politici, persone e partiti poco attenti ai diritti umani altrui.

Repubblica del KIVU

Leopoldo Rebellato
Presidente di Incontro fra i Popoli ONG

E’ apparso improvvisamente sui nostri schermi televisivi e sta anche rapidamente scomparendo, l’annuncio: “Una delle più grandi catastrofi umanitarie del nostro tempo sta verificandosi in Congo”. Goma, con i suoi cinquecento mila abitanti, è in grave pericolo. Tutta la regione di cui è capoluogo, il Nord Kivu, grande poco meno del Nord Italia (59.483 Km2) ed abitato da cinque milioni di persone, è in stato di “sfollamento” all’interno del suo territorio. I morti si contano a centinaia ogni giorno e si prospetta un’ecatombe!
Ma non è un cataclisma improvviso, come l’eruzione vulcanica del 16-17 gennaio 2002 che ha distrutto un terzo di quella martoriata città. La catastrofe di questi giorni è preannunciata ed inizia nel 1996, se non nel 1994.
Il 6 aprile 1994 in Ruanda iniziano i 100 giorni del genocidio dei tutsi. Per la verità era dal 1990 che un gruppo di tutsi anglofoni fuoriusciti dal Ruanda verso l’Uganda premevano alla frontiera nord, cercando di tornare in Ruanda per prendere il potere. Gli hutu erano più di sette milioni, mentre i tutsi un milione e mezzo.
Sul “terreno di battaglia” si contarono circa ottocentomila morti. Si diceva che il tremendo polverone del genocidio era perpetrato dagli hutu contro i tutsi. Ma quando cominciò a diradarsi, apparvero come vincitori proprio i tutsi, i massacrati dagli hutu. Ma non i tutsi residenti precedentemente in Ruanda, quelli di lingua francese che furono effettivamente massacrati, bensì i tutsi provenienti dall’Uganda, di lingua inglese.
E sui nostri schermi televisivi apparvero fiumane di ruandesi “hutu” cosiddetti “massacratori” in fuga perché terrorizzati dai tutsi “genocidati” ma vincitori. Fu l’inizio della catastrofe umanitaria del Kivu, la regione ad Est del grande Congo.
L’ONU rifiutò di allestire i campi profughi ad almeno 300 km dalla frontiera rovente, come invece è la prassi consueta, ma li installò a 0 km dalla frontiera del Ruanda.
Goma, allora di 150.000 abitanti, le cui ultime abitazioni ad est si confondono con le quelle della vicina città ruandese di Gisenyi, fu stravolta da un’ondata di “nuovi abitanti” nullatenenti, affamati, terrorizzati. Si parla di un milione circa di persone arrivate a Goma in pochi giorni. Le ruspe lavoravano senza interruzione scavando fosse comuni lunghe anche 500 metri per i morti di colera.
A questa prima disgrazia se ne aggiunse subito un’altra: nel 1996 il Ruanda invase il Congo, con il pretesto di aiutare la popolazione congolese a sbarazzarsi del dittatore Mobutu e nello stesso tempo di dare la caccia agli interhamwe, quella parte di hutu corresponsabili del genocidio e mescolati nell’immensa folla di profughi. Per i congolesi il 1996 è l’anno della prima guerra, seguita presto nel 1998 dalla seconda guerra, una nuova e ben più massiccia invasione di truppe ruandesi, questa volt



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