Cari Amici di Incontro Fra i Popoli,

mentre mi godo un meraviglioso tramonto vi scrivo due righe per raccontarvi qualcosa del mio stage in terra africana. Mi trovo in Repubblica Democratica del Congo, a Shabunda. Vi dico solo che quando dall’aereo ho visto Shabunda in lontananza ho avuto la sensazione di essere veramente nel cuore dell’Africa.

Qui i ritmi stressanti tipici della nostra società sono sconosciuti, si vive a stretto contatto con la natura e i suoi tempi. Si possono sì fare programmi, ma bisogna accettare che difficilmente sarà possibile rispettarli alla lettera e anzi spesso ci si troverà costretti a stravolgerli.

Una delle prime cose che si notano è che le donne sono il vero motore della società. Sono le donne che alle 7 del mattino si mettono in cammino verso i campi, spesso distanti diversi chilometri dalla loro abitazione, sono le donne che nel pomeriggio, dopo una lunga giornata nei campi sotto il sole cocente, fanno ritorno in città portando sulle spalle il frutto del loro lavoro e sono sempre le donne che una volta arrivate a casa devono metterla in ordine, accudire e preparare da mangiare per i numerosi figli e per il marito. Purtroppo alle donne non è riconosciuto il valore che meriterebbero. Spesso gli uomini, come loro stesse mi hanno detto, le considerano poco più che “oggetti di lavoro”. Per fare fronte alle difficoltà molte donne di Shabunda, soprattutto nei difficili anni della guerra, hanno deciso di unirsi in associazioni per aiutarsi reciprocamente all’insegna della solidarietà femminile. Ho avuto modo di conoscere alcune di queste organizzazioni, di partecipare alle loro riunioni e attività e di ascoltare i loro problemi e loro difficoltà. Mi hanno programmato degli interventi alla Radio Mutanga, fondata con i soldi di Incontro fra i Popoli, per sensibilizzare la popolazione sui problemi della donna.

 

Astrid Chuc