Nel periodo compreso tra l’agosto e l’ottobre 2006, ho effettuato uno stage a Bukavu, nella provincia del Sud-Kivu della Repubblica Democratica del Congo, presso l’ong congolese Comité Anti-Bwaki, partner della ONG italiana Incontro fra i Popoli di Padova.
Il Comité Anti-Bwaki è un’ong costituitasi nel 1965 che si occupa principalmente di sviluppo rurale. All’interno di questa opera un’equipe di circa sessanta persone specializzate in diversi settori (agronomi, veterinari, ingegneri, esperti in politiche di genere, giuristi), che lavora con una parte della popolazione locale che ha scelto autonomamente di unirsi in Comitati di Sviluppo, per partecipare alle attività del Comité Anti-Bwaki.
I membri dei Comitati di Sviluppo beneficiano infatti dell’assistenza tecnica degli esperti del Comité Anti-Bwaki principalmente in materia di agricoltura e allevamento, ma anche di attività di formazione in ambito di diritti umani e di diritti della donna. Infatti, i membri femminili dei Comitati di Sviluppo, spesso scelgono di costituire Cooperative Femminili, che a loro volta beneficiano dell’assistenza tecnica e delle attività di formazione sopra descritte.
Il mio stage aveva come obiettivo lo studio della condizione della donna nel Sud-Kivu e l’analisi dell’eventuale cambiamento socioeconomico nella vita delle donne socie delle Cooperative Femminili, in vista della tesi di Laurea Specialistica dal titolo “Genere e sviluppo rurale in RDC. Il caso della donna della provincia di Bukavu (Sud-Kivu)”.
A questo scopo le attività concretamente effettuate sono state di due tipi :
• la ricerca scientifica attraverso la lettura di documenti relativi alla storia e alla cultura congolese (manuali di storia, di sociologia, di antropologia) e di documenti tecnici relativi alle attività del Comité Anti-Bwaki (riviste, rapporti, documenti tecnici).
• la ricerca empirica, attraverso visite presso i gruppi e le cooperative delle donne, che comprendevano l’osservazione delle attività di cui erano beneficiarie e la compilazione di alcuni questionari da me personalmente formulati e attraverso incontri con donne vittime di violenza sessuale, volti a comprendere più da vicino la terribile realtà della donna del Sud-Kivu.
Oltre a queste attività, il mio stage è stato un’occasione per conoscere il lato concreto degli interventi dei diversi attori della cooperazione allo sviluppo. Ho avuto infatti modo di osservare l’operato di alcune ONG internazionali e locali, della Chiesa Cattolica e soprattutto delle Nazioni Unite (compresa la missione di pace MONUC), attraverso una serie di interviste mirate nelle diverse Agenzie presenti sul territorio.
Questo stage, seppure breve, mi è servito ad entrare in contatto diretto con le problematiche di un Paese in Via di Sviluppo, al di là della conoscenza teorica acquisita nel corso degli studi e ad indirizzare il mio percorso personale.
In particolare ho avuto modo di comprendere come un intervento che si dica “di sviluppo”, per raggiungere gli obiettivi prefissati, debba necessariamente coinvolgere la popolazione locale attraverso un reale approccio bottom up.
Voglio inoltre ricordare che il mio stage è stato effettuato in un Paese, all’epoca, a cavallo tra il primo e il secondo turno delle prime elezioni presidenziali dopo anni di dittatura e di guerra. Questo mi ha permesso di comprendere più a fondo le problematiche di un paese definito “a rischio” e di condividere le speranze della popolazione locale.